Spesso cristiani “pentecostali” o “carismatici”, di fronte sia a credenti che a non credenti, sollevano questioni tipiche del loro approccio alla fede cristiana che, ad attento esame, si rilevano però del tutto fallaci (falsi problemi) o comunque non in armonia con le Sacre Scritture (dovute ad una lettura errata o equivocata, fraintesa delle stesse), oppure ancora molto discutibili per i criteri o presupposti che sottintendono. E’ quindi necessario esaminarle oggettivamente con attenzione, facendo come i credenti della Berea di cui è scritto: “Costoro erano di sentimenti più nobili di quelli di Tessalonica e ricevettero la parola con tutta prontezza, esaminando ogni giorno le Scritture per vedere se queste cose stavano così” (At. 17:11).


1. E’ giusto concentrare prevalentemente l’attenzione sullo Spirito Santo?

E’ molto comune fra i Carismatici ed alcuni Pentecostali parlare costantemente dello Spirito Santo. Evidentemente è il loro “cavallo di battaglia”, il loro specifico o “specializzazione”. Tutto questo, però, è molto discutibile. E’ vero che lo Spirito Santo è Dio (At. 5:3,4), ma nei Suoi rapporti con l’umanità Egli ha scelto di non essere esaltato Egli stesso, ma piuttosto di esaltare il Figlio, il Signore Gesù Cristo: “Ma quando verrà il Consolatore, che vi manderò dal Padre, lo Spirito di verità che procede dal Padre mio, egli testimonierà di me (Gv. 15:26).  In nessun luogo delle Scritture ci viene insegnato che lo Spirito Santo testimoni di Sé stesso, ma che al contrario testimoni di Cristo. Perché allora i Carismatici ed i Pentecostali, che affermano di essere ripieni della potenza dello Spirito Santo, parlano sempre di Lui e non tanto o prevalentemente di Colui del quale Egli venne per testimoniare? Perché, e facciamo un’ipotesi, lo Spirito Santo li guiderebbe a testimoniare di Lui  invece che del Figlio? Non potrebbe essere che essi avessero ricevuto uno …spirito sbagliato che si fa falsamente passare per lo Spirito Santo? Non sarebbe la prima volta che succede.

Si, Gesù promise che non avremmo mai ricevuto uno spirito cattivo se avessimo domandato lo Spirito Santo. Difatti è scritto: “E chi è tra voi quel padre che, se il figlio gli chiede del pane, gli dà una pietra? O se gli chiede un pesce gli dà al posto del pesce una serpe? O se gli chiede un uovo, gli dà uno scorpione? Se voi dunque, che siete malvagi, sapete dare buoni doni ai vostri figli, quanto più il vostro Padre celeste donerà lo Spirito Santo a coloro che glielo chiedono” (Lu. 11:11-13). Il Padre, di fatto dona lo Spirito Santo a tutti coloro che Glielo chiedono. Si ha però la netta impressione che non sia tanto Lui che molti carismatici e pentecostali chiedono, ma una “esperienza” fine a sé stessa, intesa magari come “segno di autenticità” della loro fede. Notate il caso di Simon Mago: “Imposero quindi loro le mani ed essi ricevettero lo Spirito Santo. Or Simone, vedendo che per l'imposizione delle mani degli apostoli veniva dato lo Spirito Santo, offrì loro del denaro, dicendo: «Date anche a me questo potere, affinché colui sul quale imporrò le mani riceva lo Spirito Santo». Ma Pietro gli disse: «Vada il tuo denaro in perdizione con te, perché tu hai pensato di poter acquistare il dono di Dio col denaro” (At. 8:17-20).

Molte volte questo viene preceduto da autentici rituali e vane ripetizioni di parole fatte passare per preghiere. Sono tanto ansiosi di ricevere uno spirito che generalmente essi trascurano le cose stesse che sono richieste per ricevere il vero Spirito, lo Spirito Santo. Gesù dice che il Padre avrebbe donato lo Spirito Santo a chi avrebbe invocato Dio come Padre, ma chi può invocare Dio come Padre se non autentici credenti, persone dunque salvate. Gesù dice: “Se mi amate, osservate i miei comandamenti. Ed io pregherò il Padre ed egli vi darà un altro Consolatore, che rimanga con voi per sempre, lo Spirito della verità, che il mondo non può ricevere, perché non lo vede e non lo conosce; ma voi lo conoscete, perché dimora con voi e sarà in voi” (Gv. 14:15-17). Se vogliamo ricevere la potenza dello Spirito Santo nella sua pienezza per testimoniare di Cristo in modo efficace (non per “dare spettacolo” o per motivi carnali come l’orgoglio spirituale, la conformità alla pratiche del gruppo, o per motivi venali) bisogna essere davvero in condizione di salvezza ed osservare i Comandamenti. Notate come Gesù associ l’osservanza dei Suoi comandamenti con il Suo decidere di pregare affinché i Suoi discepoli ricevessero il Consolatore, lo Spirito Santo. Non si può “giocare con Dio” e poi cercare di ricevere la potenza dello Spirito Santo nella sua pienezza per la testimonianza a Cristo, perché il solo spirito che ricevereste sarebbe qualcosa che si fa passare come tale, ma che in realtà proviene dall’Avversario di Dio.

Inoltre, in rapporto a Luca 11:11-13, bisogna rilevare come esso non dica non essere possibile ricevere uno spirito sbagliato, ma che il Padre non darà mai ciò che non sia davvero utile e salutare. Se doveste ricevere un sasso, una serpe, o uno scorpione, allora sapreste che non è stato Dio a darveli, ma che avevate domandato in modo errato. Giacomo dice: “Voi domandate e non ricevete, perché domandate male per spendere nei vostri piaceri (Gm. 4:3).

Dobbiamo quindi accuratamente evitare una qualsiasi religione o una versione spuria del cristianesimo che esalti costantemente lo Spirito Santo e menzioni raramente o solo secondariamente il Signore Gesù Cristo, del quale il vero Spirito Santo, Dio onnipotente, è venuto a testimoniare.