SCHEDE
PER UN ORIENTAMENTO TEOLOGICO
Gnosticismo
Lo gnosticismo costituisce una delle più
antiche tendenze religiose dei primi secoli del cristianesimo e designa una
notevole varietà di movimenti per cui non è sempre facile da definire. Anche
se esistono numerose opinioni tra gli studiosi, si può però ritenere che lo
gnosticismo con tutte le sue caratteristiche teologiche e spirituali, si
manifesti solo verso la fine del primo secolo e conosca il suo pieno sviluppo
solo nel secondo.
Origini
e caratteristiche
Il ritrovamento di una biblioteca gnostica a
Nag Hammadi in Egitto verso la metà di questo secolo e la pubblicazione del
relativo materiale hanno permesso di fare maggior luce su questo movimento.
Fino al XIX secolo, infatti, lo gnosticismo era conosciuto solo attraverso la
descrizione polemica che ne fornivano i padri della chiesa (Giustino
Martire, Ireneo, Ippolito, Origene, Tertulliano) ora è invece possibile
accedere direttamente ai suoi testi.
Lo
gnosticismo cerca di combinare il cristianesimo con la filosofia greca. Esso
s'ispira così al dualismo della filosofia platonica, al
manicheismo, ma anche alle religioni misteriche e orientali e a certe idee
proprie del cristianesimo. I padri della chiesa hanno reagito respingendo
l'idea d'un connubio tra fede e filosofia1,
anche se tra studiosi recenti come A. Harnack, si nota la tendenza a
guardare allo gnosticismo come a qualcosa d'accettabile. Secondo questi
ultimi, lo gnosticismo non sarebbe altro che una forma sofisticata di
cristianesimo secolarizzato. Così, se il montanismo predica la fuga dal
mondo, lo gnosticismo cerca di adattarvisi. Se per i montanisti il mondo sta
per essere distrutto e l'unico ideale cristiano è quindi quello di
rinunciare ad esso ed ai suoi piaceri, per gli gnostici, bisogna assorbire i
valori dell'ambiente e in particolare della filosofia greca. Mentre il montanismo
rischia di mettere in discussione la missione della chiesa, lo gnosticismo
rischia d'eliminarne le basi cristiane.
L'esistenza di una relazione intercorrente
tra gli scritti del NT e quelli della gnosi è una questione assai complessa e
sarebbe troppo facile risolverla in termini globali. Certe convergenze e
similitudini non dimostrano automaticamente dei legami e vanno approfondite.
Comunque sia, si possono delineare alcune
specifiche caratteristiche che favoriscono una valutazione di fondo.
La salvezza è
costituita da una forma di conoscenza segreta ed intima. La
gnosi è, in greco, la conoscenza. In questo contesto la salvezza consiste
in ciò che l'uomo stesso raggiunge o fa attraverso la conoscenza e l'azione.
L'accento viene così posto su ciò che l'uomo la piuttosto che su quanto
Cristo ha fatto. La salvezza non proviene dalla grazia sovrana di Dio, ma dalla
conoscenza cui l'uomo giunge. E tuttavia tale conoscenza non deriva dall'aver
imparato in modo graduale ed usuale, ma prende corpo per mezzo d'una
rivelazione non meglio definita che ha una valenza fortemente
individualista. Lo gnostico porta in se stesso la salvezza perché è il suo
io che gli permette d'identificarsi col divino2.
La salvezza consiste proprio nell'essere spirito e quindi si riduce ad un
processo interiore di autoredenzione.
La storia d'Adamo e del peccato è
trasformata, e l'albero della conoscenza del bene e del male di cui parla la
Scrittura viene reinterpretato come veicolo di conoscenza, mentre l'albero
della vita è concepito come una limitazione voluta dal Demiurgo che bisogna
cercare di superare. Non Adamo ma l'ambiente in cui egli venne a trovarsi
sarebbe responsabile del peccato.
La religiosità è di tipo piuttosto astratto. Il carattere speculativo dello gnosticismo traspare nel modo in cui esso tratta l'AT. Nei suoi confronti vi è infatti una forte opposizione. Esso viene considerato come una dispensazione superata che non ha più importanza per la storia attuale. In questa cornice di pensiero si finisce col concepire Dio come Colui che è rivelato più attraverso il silenzio che attraverso la parola. Secondo lo gnosticismo Dio è sconosciuto e non conoscibile. Egli è al di là del bene e del male.
La spiritualità gnostica risulta così
estranea alla storia. Mentre la predicazione evangelica è annuncio d'un
avvenimento storico, quella gnostica sostiene una verità atemporale sempre
valida, che corrisponde a qualcosa di molto elevato senza contatti con la
storia reale degli individui ed è fondamentalmente preoccupata della
salvezza dell'anima nel quadro di un mondo che è totalmente perduto. La
distanza tra lo spirito ed il mondo è qualcosa di totale.
La cornice
generale della realtà è spiccatamente dualistica. Tale
quadro, derivato da influenze orientali, permette di contrapporre il corpo
allo spirito, questo mondo di tenebre al mondo della luce, Dio trascendente
ad un demiurgo creatore. La creazione sarebbe determinata dalla caduta di
Sofia (cioè la sapienza) per cui la materia sarebbe un male. Nei corpi di
alcuni individui "spirituali" sarebbero comunque state seminate
scintille di divinità, tali da permettere la salvezza. L'anima umana è
pensata come una scintilla divina esiliata nel corpo incapace di liberarsi
da sola. Affinché gli "spirituali" non ignorino d'essere
destinati a tale salvezza, Dio invia loro un redentore capace di procurarla
istruendoli segretamente sulla via del ritorno. Questi individui
evaderebbero così dalla prigionia dei loro corpi per ricongiungersi con Dio
una volta risvegliati dalla conoscenza. Lo gnostico non ha più vincoli
col mondo materiale. Nello spirito egli gode di una totale libertà e il mondo
costituisce appunto la cornice in cui vive l'illusione della sua assoluta
libertà.
La relativizzazione dei comportamenti etici. Siccome la salvezza non ha a che fare con il mondo sensibile e lo schema di fondo è sostanzialmente astratto e dualistico, i canoni etici possono essere relativizzati. In seno alle varie correnti gnostiche si possono così trovare eccessi d'ascetismo, come pure di libertinaggio. Se la salvezza consiste in una conoscenza che permette di sfuggire al mondo fisico e con questo al proprio corpo, ciò che in definitiva vale è lo spirito. La carne ha un ruolo del tutto relativo per cui sia le passioni morali che quelle immorali non hanno gran significato. L'io dello gnostico non è toccato dalle influenze esterne.
Il peccato stesso non è associato al cuore
dell'uomo, ma piuttosto a qualche aspetto del mondo reale. lì peccato si
troverebbe nella carne, nell'ambiente, e si potrebbe forse prolungare...nella
città, nella tecnologia, etc... Una fortissima devozione per il tema
della libertà dalle varie convenzioni accompagna tale pensiero.
Osservazioni
critiche
In base a quanto illustrato fin qui si possono
già avanzare certi rilievi critici, per questo non ci sembrano necessarie
ulteriori precisazioni. Vale però forse la pena di evocare il fatto che tale
corrente di pensiero ha esercitato, nel corso del tempo, un forte impatto su
diversi movimenti. J. Guitton affermava che "lo spirito gnostico è
sempre presente". E' assai frequente constatare come elementi gnostici
colorino la fede di molte persone pie. Anche per questo alcuni scritti del NT
si preoccupano di respingere le idee di coloro che sostengono la ripulsa del
mondo per proclamare la bontà della creazione di Dio (Col 2,21-23;
I Tm 4,3 cf.
anche scritti come Gal e I Gv in cui sono riportate le eco di tali polemiche).
Lo gnosticismo ha conosciuto una forte
diffusione nelle società e nelle logge segrete. In esse si trovano simboli,
riti e dottrine di sapore tipicamente gnostico. Movimenti quali la teosofia,
l'antroposofia, l'esoterismo, tendenze panteistiche in campo filosofico,
nonché tutte le dottrine che negano l'oggettività dell'espiazione, esprimono
ancor oggi interessi assai simili a quelli dell'antico gnosticismo, la cui
conoscenza potrà certamente aiutare a capire certi "moderni"
processi di ristrutturazione sociale, ideologica e religiosa propri del nostro
tempo.
Si capisce che il trascurare l'AT per
privilegiare alcuni testi del NT comporta un allontanamento da Dio. Se il
cristianesimo primitivo poté evitare di scivolare nel dualismo gnostico, lo
si deve al fatto che esso mantenne l'importanza dell'AT. Lo gnosticismo,
tralasciando l'AT, ha invece finito per sfuggire a qualunque immediata
concretezza e alle responsabilità della storia. Ma quando tra la vita concreta
dell'individuo e la sua interiorità si crea tale distanza, si finisce col
rendere impossibile la pratica degli autentici valori del cristianesimo in
tutte le sfere dell'esistenza. Solo prendendo sul serio tutta la Scrittura
come Parola di Dio, si può conoscere e riconoscere il Dio che ha parlato per
salvare e redimere ciò che era perduto.
Bibliografia
In generale cf. E. Buonaiuti, Lo
gnosticismo, Roma 1907, rist. Genova, F.lli Melita 1987; Id., Frammenti
gnostici, Roma 1923; H. Jonas, Lo
gnosticismo (1951-54), Torino 1983; U. Bianchi (a cura di), Le
origini dello gnosticismo, Leiden, Brill 1967; D.M. Scholer, Nag
Hammadi Bibliography 1948-1969, Leiden, Brill 1971; poi i supplementi su
NT; Edwin Yamauchi, Pre-Christian
Gnosticism, Grand Rapids, Eerdmans/London, Tyndale 1973, rist. Grand
Rapids, Baker 1983; Id. "Pre-Christian Gnosticism, the NT and Nag Hammadi
in recent debate" Themelios (Sept.
1984) pp. 22-27; J.M. Robinson "The Coptic Gnostic Library Today" NTS XIV (1968) pp. 356-401; W. Foerster (et. all.), Die
Gnosis, III, Gõttingen 1969-1980; K. Rudolf, Die
Gnosis, Lipsia 1977, Gõttingen 1978, 1980; L. Moraldi (a cura di), Testi
gnostici, Torino, Utet 1982; Id., I
vangeli gnostici, vangeli di Tommaso, Maria, Verità, Filippo, Milano,
Adelphi 1984; G. Filoramo, L'attesa
della fine. Storia della gnosi, Bari, Laterza 1983; per i rapporti con il
NT; J. Dupont, Gnosis: la connaissance
religieuse dans les épitres de St. Paul, Louvain 1949; C.H. Dodd, L’interpretazione
del quarto vangelo (1953), Brescia, Paideia 1984; R. Bultmann, Teologia
del NT(1952-5), Brescia, Queriniana 1986; G. Quispel "Gnosticism
and the NT" The Bible in Modem
Scholarship, J.P. Hyatt (ed.), 1965, pp. 252-271; Id., Gnosis als Weltreligion, Zürich 1951; P. Le Cour, Hellénisme
et christianisme, Paris, PU 1951; E. Peterson, Frühkirche,
Judentum und Gnosis, Roma 1959; R.M. Grant, Gnosticismo
e cristianesimo primitivo (1959), Bologna, il Mulino 1976; Id., Gnosticism.
A Source Book of Heretical Writings from the Early Christian Period, New
York 1961; W. Schmithals, Neues
Testament und Gnosis, Darmstadt, Wissenschafliche Buchgesellschaft 1984.
1 Cf. Tertulliano, Prescrizione contro gli eretici 7, "Che ha quindi a che fare Atene con Gerusalemme, l'Accademia con la Chiesa?"
2 Ippolito <Refutatio VIII,15,1-2> riporta il consiglio di un certo Monoimo: "Abbandona la ricerca di Dio e della creazione e di simili cose. Cercalo prendendo te stesso come punto di partenza. Impara che chi è in te fa propria ogni cosa.. se tu investighi attentamente queste cose le troverai in te stesso".