Come studiare la Bibbia

Principi per uno studio biblico dinamico

Uno studio biblico dinamico non richiede alcunché di magico. Una volta compresi i principi di base, è semplice da portare avanti. Presentiamo qui cinque principio generali che dovranno essere rammentati, qualunque sia il metodo usato.

1.               Il segreto di uno studio biblico dinamico è sapere come porre il giusto tipo di domande. I 12 metodi di studio biblico qui presentati esigono che al testo biblico si pongano domande specifiche. La differenza principale fra questi metodi consiste nel tipo di domande che si pongono al testo. Si avranno diversi tipi di domande da usarsi con ciascun metodo differente di studio biblico. La capacità di porsi delle domande la si può sviluppare. Quando acquisirai esperienza nello studio della Bibbia, sarai sempre meglio in grado di porre delle domande. Più domande fai al testo in esame, maggiormente ne avrai profitto. Ti renderai conto di come puoi bombardare il testo con un numero infinito di domande. Uno dei benefici dello studiare la Bibbia è quello di sviluppare una mente inquisitiva. Scoprirai introspezioni entusiasmanti che nel passato ti sono sfuggite. Ti sembrerà come se avessi sviluppato un nuovo paio di occhi! Improvvisamente, ogni qual volta prenderai la Bibbia per studiarla, nuove verità usciranno per te dal testo.

2.              Lo studio biblico dinamico implica annotarsi ciò che si è osservato e scoperto.. Non avrai veramente mai riflettuto abbastanza su un testo biblico fintanto che non avrai messo per iscritto i pensieri che esso ti ha suggerito. Non puoi studiare la Bibbia senza scrivere. Questa è la differenza che esiste fra lettura della Bibbia e lo studio biblico. Quando si legge la Bibbia si scorre una porzione della Bibbia con la voce o con la mente ricevendone le parole e i pensieri. Certo essi inducono a pensare e certe verità possono lasciare la loro traccia in noi. Il più delle volte, però, si tratta di una lettura superficiale, e ciò che ne riceviamo scompare ben presto dalla nostra consapevolezza. Lo studio biblico, però, implica fissare per iscritto ciò che impariamo dalla lettura attenta e ragionata della Bibbia. La cosa è utile non solo per registrare stabilmente ciò che abbiamo appreso, ma l’esercizio stesso dello scrivere rafforza il nostro effettivo apprendimento e costringe a concentrare meglio la nostra attenzione e ad esprimere con parole nostre il messaggio che ci è stato comunicato. “I pensieri di districano quando passano dalle labbra alla punta delle dita” (D. Trotman). Questo principio vale anche per ogni altra area della vita cristiana: annotare l’oggetto delle preghiere, annotare i pensieri uditi nella predicazione. E’ ottima la pratica di tenere un diario spirituale personale per annotarvi ogni pensiero che anche nel corso della giornata può esserci comunicato da Dio. Se nello studio biblico hai dato valore alle verità che hai scoperto, avrai fatto pure tutto il possibile per evitare per qualche motivo di perderle.

3.              Il fine ultimo dello studio biblico dinamico è l’applicazione, e non soltanto l’interpretazione. Non ci deve bastare solo l’aver compreso, ma dobbiamo applicare ciò che abbiamo compreso alla vita quotidiana. “La Bibbia non ci è stata data per aumentare le nostre conoscenze, ma per trasformare la nostra vita” (D. Moody). Essa deve forgiare il nostro carattere e renderci sempre più simili a Cristo. Giacomo 1:22 dice: “siate facitori della parola e non uditori soltanto, ingannando voi stessi”. E’ possibile conoscere la Parola di Dio e non conoscere il Dio della Parola. E’ tragico quando i migliori studiosi della Bibbia sono anche fra i meno efficaci conquistatori di anime. Hanno tempo di scavare nella Bibbia per estrarne le gemme più preziose, ma essi sembrano dimenticare che il mandato della Bibbia è uscire e fare discepoli. Quando applichiamo la Parola di Dio alla nostra vita saremo pure ansiosi di comunicarla, realizzando così il Grande Mandato (Mt. 28:18-20). “Qual è la migliore traduzione della Bibbia?” chiesero un giorno a uno studioso della Bibbia. Egli rispose: “La migliore traduzione della Bibbia è quella che tu traduci nella tua vita quotidiana”! Alcune fra le domande che si devono porre al testo biblico sono: “Quale cambiamento dovrò operare nella mia vita come risultato di questo studio? Che cosa devo cominciare a fare oppure smettere? Che devo credere o non credere? In che modo dovrò servire gli altri?”. Nostro obiettivo quando studiamo la Bibbia è conoscere Gesù Cristo e conformare a Lui il nostro atteggiamento, i nostri pensieri, i nostri valori, modo di parlare e di agire? Un ultimo pensiero: Quando cominci a studiare la Parola di Dio, non farlo con l’atteggiamento di chi vorrebbe trovarvi qualcosa che nessun altro mai prima ha trovato. Accostati alla Parola per trovarvi ciò essa vuole comunicarti! Il vero problema per la maggior parte di noi non è quello di interpretare brani difficili, ma di ubbidire a quei brani che noi comprendiamo!

4.              Uno studio biblico dinamico è uno studio sistematico della Bibbia. Uno studio casuale e superficiale della Bibbia è un insulto alla santità della Scrittura. E’ uno schiaffo alla santità di Dio, il quale ci ha dato la Sua Parola. Il metodo di chi …apre a caso la Bibbia per trovarvi “il versetto del giorno” non produrrà quei risultati che Dio desidera nella nostra vita. Ciò di cui abbiamo bisogno è un piano di studio sistematico e regolare, sia che noi si percorra un libro della Bibbia, che si studi una parola, si analizzi il carattere di una persona, che si studi un capitolo, oppure che si scelga un altro metodo. Bisogna fare attenzione a non lasciarci sfuggire nulla, non supporre che qualcosa sia “irrilevante”, nemmeno qualche oscuro testo dell’Antico Testamento, perché quello è sempre altrettanto Parola di Dio dei testi più “famosi” del Nuovo Testamento. Sarebbe imbarazzante giungere un giorno in cielo, e trovarvi il profeta Sofonia che ci chiede: “Che ne pensi del mio libro?”. “Tutta la Scrittura è divinamente ispirata e utile a insegnare, a convincere, a correggere e a istruire nella giustizia” (2 Ti. 3:16). Dobbiamo studiare tutto sistematicamente. Studiare la Bibbia è come essere un buon detective, un buon investigatore. La prima cosa che un detective fa è quella di cercare indizi. Non dice nulla, non interpreta nulla, non giunge subito a delle conclusioni, ma guarda ogni dettaglio. Osserva cose che normalmente altri non noterebbero, perché è addestrato ad osservare bene e a non lasciarsi sfuggire nulla. Poi, dopo accurate osservazioni e interrogazioni, egli comincia a mettere assieme tutti i dati trovati e a confrontarli per vedere quale quadro della situazione essi dipingono. Alla fine soltanto giunge ad una conclusione e su quella base prende una decisione, ciò che egli crede sia avvenuto e chi ne sia stato implicato. Un serio studente della Bibbia fa uso dello stesso sistema: (1) osserva, guarda i fatti di base del testo in osservazione; (2) si pone delle domande, scopre cioè ulteriori fatti da un’osservazione più intensa; (3) comincia ad interpretare, analizzare, cioè, ciò che il testo significa; (4) mette in correlazione ciò che ha scoperto con altre verità bibliche che conosce, confronta la Scrittura con la Scrittura; (5) tira una conclusione, applicando alla sua vita in modo pratico la verità che ha scoperto.

5.              Uno studio biblico dinamico non esaurisce mai le ricchezze contenute in un qualsiasi testo della Bibbia.Il salmista dichiara: “Ho visto il limite di ogni cosa perfetta, ma il tuo comandamento non ha alcun limite” (Sl. 119:96). Potreste scavare e scavare nella Bibbia senza mai toccare il fondo. “se lo cerchi come l'argento e ti dai a scavarlo come un tesoro nascosto, allora intenderai il timore dell'Eterno, e troverai la conoscenza di DIO” (Pr. 2:4,5). La miniera della sapienza di Dio è inesauribile. E’ per questo che si può leggere sempre di nuovo lo stesso brano della Bibbia, lasciarlo per alcuni mesi e poi ritornarvi, solo per trovarvi ancora di più. Il segreto è: “Non abbandonare quel testo!”. Ricorda che non c’è limite alle osservazioni che vi potrai fare, e nemmeno alle sue applicazioni. Non presumere quindi di averlo compreso completamente. Il migliore atteggiamento che possiamo avere nello studio della Bibbia è quello di Giacobbe che lotta con Dio e che dice: «Non ti lascerò andare, se non mi avrai prima benedetto!».

Lo studio della Bibbia non ammette scorciatoie: è lavoro impegnativo, ma se sei diligente e paziente, a suo tempo avrai un grande raccolto. Una volta sentita la gioia e la soddisfazione che proviene dall’aver trovato una magnifica verità spirituale ed averla applicata nella tua vita, ti renderai conto che ne valeva proprio la pena di essersi impegnati!

Preparazione allo studio biblico dinamico

Non bisogna aver fretta quando si studia la Bibbia. Un buon studio richiede preparazione. Ecco quattro cose che sono importanti per poter trarre il massimo beneficio dal tuo studio:

1.               Riserva un tempo specifico per lo studio della Bibbia. Riserva ogni settimana una quantità specifica di tempo per lo studio biblico. Non strafare, ma neanche non limitarlo troppo. Bisogna programmare specificatamente in precedenza il tempo che dedicherai allo studio biblico, e poi rispettare quel programma. Ogni giorno devi incontrare il Signore in preghiera. Questo di solito va da 10 a 30 minuti al giorno. In questo periodo devi leggere la Bibbia, meditare alcuni minuti su quello che vi avrai letto, e poi devi metterti in preghiera. Lo scopo di questo tempo è quello di avere comunione con Gesù Cristo. In questo periodo, però, non devi cercare di fare studi biblici approfonditi. Non c’è nulla più di questo che possa ostacolare e addirittura distruggere il tempo che deve essere dedicato alla preghiera. In questo periodo giornaliero godi della presenta di Dio e abbi comunione con Lui. Se da una parte è meglio avere 10’ di preghiera ogni giorno che appena un’ora la settimana, è vero l’esatto opposto per lo studio biblico. Non si può studiare la Bibbia efficacemente solo per breve tempo ogni tanto. E’ meglio riservarvi periodi di tempo maggiori (da due a quattro ore) piuttosto che cercare di studiare solo un poco ogni giorno. Aumenterai il tempo necessario solo con l’esperienza e la maturità acquisita. Forse il peggiore nemico oggi dello studio biblico è la televisione. Si è rilevato come oggi il 15% della vita di una persona media sia trascorso davanti alla televisione, ed è quindi assolutamente necessario ridurre drasticamente il tempo passato in questo modo. Inoltre si deve studiare la Bibbia quando siamo in condizioni fisiche, emotive, ed intellettuali ottimali, quando non si è distratti e non si ha fretta. Dato che ciascuno di noi ha un ritmo di vita diverso, bisogna riservare allo studio biblico il momento della giornata in cui ci sentiamo meglio e più efficienti.

2.              Serviti di un quaderno per gli appunti. Come già osservato, non si può studiare la Bibbia senza annotarci le nostre osservazioni. Tutti i metodi qui descritti richiedono un quaderno per le nostre annotazioni.

3.              Procurati i giusti strumenti. Ciascun metodo di studio necessita una serie di sussidi e strumenti. I primi elencati nessuno, ma gradualmente sempre di più. Dovresti considerare l’importanza di fare un investimento e crearti una personale libreria di testi di riferimento.

4.              Prima di ogni studio, riservati un breve periodo di tempo per la preghiera. Prima chiedi al Signore di purificare la tua vita da ogni peccato a te noto e di riempirti di Spirito Santo, così da essere in comunione con Dio durante lo studio. Il vantaggio di studiare la Bibbia, rispetto ad altri libri, è di poter essere in contatto con il suo Autore e Rivelatore. Accertati quindi, prima di iniziare lo studio della Parola, di essere in comunione con Cristo. L’apostolo Paolo dice che se tu sei “nella carne”, non potrai comprendere le verità spirituali. Prima di investigare le Scritture, dovremmo investigare il nostro cuore. In secondo luogo, prega a che lo Spirito Santo guidi il tuo studio. Il modo migliore per comprendere la Bibbia è dialogare con il suo Autore. Impara a memoria il Salmo 119:18 ed usalo prima di ogni studio. “Apri i miei occhi, e contemplerò le meraviglie della tua legge”. In ultima analisi, fintanto che Dio lo Spirito Santo non ha aperto i tuoi occhi per vedere le verità della Sua Parola, tutto il tuo studio non è che uno sforzo sprecato.

Scegliersi gli strumenti giusti

Forse il segreto meglio mantenuto dell’intera cristianità è connesso alla disponibilità di pratici sussidi per lo studio della Bibbia. La maggior parte dei cristiani non è consapevole che esistono molti sussidi disponibili per rendere lo studio biblico possibile ed entusiasmante. La cosa è simile ad un falegname che si appresti a costruire una casa senza sapere che a sua disposizione sono un martello ed una sega. I pastori dovrebbero bene familiarizzare la loro gente con questi strumenti, perché Satana si rallegra quando può tenerli fuori circolazione, e se riuscirà ad impedire ai cristiani di far uso della loro Bibbia, il suo lavoro sarà molto più facile. Un cristiano che non passi ogni settimana un periodo di studio biblico, sarà debole nel resistere alle tentazioni di Satana. Un buon sistema con il quale un pastore potrà preparare altri “all’opera del ministero” è familiarizzare il suo popolo con questi strumenti di studio biblico

Lo scopo degli strumenti di riferimento

Noi, come cristiani occidentali, possiamo godere di una grande abbondanza di utili libri che hanno lo scopo di aiutarci nel nostro studio biblico personale, i quali si avvalgono delle ultime scoperte archeologiche, studi di parole, e ricerche fatte da grandi studiosi. I sussidi per lo studio della Bibbia, però, non sono intesi a prendere il posto della Bibbia, anzi, ad aiutarci a studiare la Bibbia. Studiare la Bibbia è una capacità che noi dobbiamo sviluppare. La maggior parte delle attività umane necessita dell’utilizzo di strumenti. Uno che voglia studiare la Bibbia sistematicamente senza far uso di buoni strumenti, rischierebbe di trovare il suo lavoro difficile e noioso.

Alcuni cristiani temono di diventare troppo dipendenti da strumenti di riferimento, ed esitano ad avvalersene. Alcuni dicono con aria pia: “Tutto ciò di cui ho bisogno è la Bibbia”. E’ vero, ma gli strumenti suggeriti, hanno lo scopo di aiutarci ad entrare più efficacemente nella Bibbia. Non dovresti aver paura di usare strumenti di riferimento, perché la maggior parte di loro rappresenta il lavoro di una vita intera di studiosi consacrati. Ciò che Dio ha loro trasmesso può esserti di immenso aiuto e fornire informazioni su persone, luoghi, e avvenimenti che non troveresti solo nella Bibbia.

Fornirsi personalmente di una piccola biblioteca domestica con sussidi e strumenti per lo studio biblico è un investimento che alla lunga può rivelarsi appagante ed anzi essenziale per la vita cristiana.

In Italiano non sono ancora a nostra disposizione i ricchissimi strumenti che, per esempio, possiedono i popoli di lingua inglese, o coloro che conoscono l’inglese. Spesso c’è inoltre il problema di trovare sussidi per lo studio biblico pesantemente influenzati da prospettive liberali critiche del testo biblico, che partono da presupposti umanistici ed increduli. Altri sono condizionati da prese di posizione confessionali che pongono una grave tara sull’usabilità di tali strumenti. In ogni caso, un minimo di sussidi è possibile trovarli pure in italiano con sufficienti garanzie di affidabilità.

1.              Utile, quando non si conoscono le lingue bibliche, è confrontare diverse versioni della Bibbia in Italiano: Riveduta e Nuova Riveduta, Diodati e Nuova Diodati, la Bibbia della Conferenza Episcopale Italiana (CEI), quella delle Edizioni Paoline, la versione interconfessionale in lingua corrente.

2.             La Chiave biblica, che elenca le parole contenute nella Bibbia italiana, in ordine alfabetico, con il riferimento su dove possono essere trovate nella Bibbia.

3.             La Concordanza biblica per argomenti, che elenca i molti temi trattati nella Bibbia in ordine alfabetico, con i rispettivi riferimenti.

4.             La Bibbia commentata, in un solo volume, dove al testo biblico vengono aggiunti brevi commenti esplicativi.

5.             Commentari ai vari libri della Bibbia.

6.             Il Dizionario biblico, che contiene spiegazione per ogni parola rilevante o concetto biblico.

7.              Un Atlante dei luoghi e dei tempi della Bibbia.

8.             Un’enciclopedia biblica che spiega il contesto sociale, politico, storico di ogni testo biblico, le scoperte dell’archeologia, ecc.

(continua)


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