Presupposti dello studio biblico

Perché noi dobbiamo leggere, conoscere, e studiare la Bibbia? La risposta a questa domanda può sembrare ovvia e scontata.

Il nostro interesse nella Bibbia, il fatto stesso che noi ne promuoviamo la lettura, la conoscenza e lo studio presso ogni sorta di persone, non è una motivazione culturale, storica, archeologica, o di altra natura, ma si basa su una precisa persuasione sulla natura e scopo di questo libro, su una precisa confessione di fede.

1. E’ Parola di Dio. Noi crediamo e confessiamo che le Scritture canoniche dei santi profeti e apostoli dell’Antico e del Nuovo Testamento sono la vera Parola di Dio, cioè che il Dio vivente e vero, Creatore e Signore del cielo e della terra, parli a noi, creature umane, in modo privilegiato, attraverso di essa. Dio ha infatti parlato personalmente ai padri, profeti ed apostoli, e parla ancora a noi oggi attraverso le Sacre Scritture.

2. La sua autorità non è derivata. L’autorità della Sacra Scrittura, che si deve credere ed ubbidire, non dipende dalla testimonianza di un uomo o di una chiesa. Essa è tale non per decreto di autorità umane, ma si è imposta al popolo di Dio per l’azione sovrana ed efficace di Dio che così ha disposto.

Possiamo certo essere spinti dall’autorità della chiesa, ad attribuire alla sacra Scrittura una considerazione profonda e piena di rispetto; inoltre la natura divina del contenuto, la portata pratica della dottrina, la maestà dello stile, la coerenza di tutte le sue parti, lo scopo dell’insieme (rendere ogni gloria a Dio), la piena rivelazione che essa fa dell’unica via di salvezza e i molti altri incomparabili preghi, in breve, la sua perfezione, sono altrettanti elementi che mostrano ampiamente che essa è la Parola di Dio. Ciononostante, la nostra piena convinzione e certezza circa la sua infallibile verità e divina autorità, derivano unicamente dall’azione interiore dello Spirito Santo, il quale rende testimonianza, mediate e con la Parola, nel nostro cuore.

3. Sufficienza ed efficacia. Per questo, la Chiesa universale di Cristo vede pienamente compreso in questa santa Scrittura:

a)     tutto ciò che appartiene sia a quanto dobbiamo credere per essere salvati, cioè per poter essere pienamente in comunione con Dio ed essere liberati da tutto ciò che deturpa e guasta la vita umana,

b)     sia a quanto serve a condurre la nostra vita in modo da renderla gradita a Dio.

E’ questo il motivo per cui Dio ha espressamente proibito di aggiungervi o togliervi qualsiasi cosa, sia mediante nuove rivelazioni dello Spirito, sia attraverso tradizioni umane.

4. Contenuto. Noi crediamo che si deve cercare e trarre dalle Scritture:

a)     tanto la vera sapienza (per poter condurre una vita armoniosa e realizzata) e pietà (le modalità e qualità del nostro rapporto con Dio),

b)     quanto la vera riforma e il vero governo delle chiese (perché la Chiesa cristiana, nata per servire fedelmente il Dio vero e vivente, è ad essa soltanto deve conformare la sua vita ed identità),

c)     con l’insegnamento di tutti i doveri del cristiano, e similmente l’approvazione di tutti i punti ed articoli che bisogna professare, con il rifiuto di tutti gli errori che possono insorgere per contraddirla o pregiudicarla, e anche gli avvertimenti.

Tutto questo o è espressamente annunciato o deve esserne dedotto, come una buona e necessaria conseguenza.

5) Affermazioni apostoliche. Dice l’apostolo: “Tutta la Scrittura è divinamente ispirata e utile a insegnare, a convincere, a correggere e a istruire nella giustizia, affinché l'uomo di Dio sia completo, pienamente fornito per ogni buona opera” (2 Ti. 3:16,17). E inoltre: “Ti scrivo queste cose nella speranza di venire presto da te, affinché, se dovessi tardare, tu sappia come bisogna comportarsi nella casa di Dio, che è la chiesa del Dio vivente, colonna e sostegno della verità” (1 Ti. 3:14,15). E ai Tessalonicesi dice: “Anche per questo non cessiamo di render grazie a Dio perché, avendo ricevuto da noi la parola di Dio, l'avete accolta non come parola di uomini, ma come è veramente, quale parola di Dio, che opera efficacemente in voi che credete” (1 Ts. 2:13). Il Signore stesso ha detto infatti nel Vangelo: "Poiché non sarete voi a parlare, ma lo Spirito del Padre vostro che parla in voi. ... Chi ascolta voi, ascolta me; chi disprezza voi, disprezza me; e chi disprezza me, disprezza colui che mi ha mandato ... In verità, in verità vi dico: Chi riceve colui che manderò, riceve me, e chi riceve me, riceve colui che mi ha mandato" (Mt. 10:20; Lu. 10:16; Gv. 13:20).

6) Indispensabile (l’illuminazione privata non basta). Così noi non riteniamo che la predicazione esteriore e la lettura e studio comunitario e privato delle Sacre Scritture debba sembrare inutile per il fatto che l’insegnamento della vera religione dipende dall’illuminazione dello Spirito Santo. Infatti, sebbene nessuno venga al Cristo se non è attratto dal Padre celeste e illuminato interiormente dallo Spirito Santo[1], noi sappiamo tuttavia che Dio vuole assolutamente che la Sua Parola sia predicata e ricevuta privatamente, esteriormente e a viva voce.

E’ ben vero che, come sta scritto negli Atti[2], che Dio avrebbe potuto ammaestrare Cornelio o attraverso il Suo Santo Spirito o mediante il ministero di un angelo, senza servirsi di Pietro, e tuttavia Egli lo rinvia a Pietro, il cui angelo gli disse: “Egli ti dirà quel che devi fare”. In effetti, Colui che ci illumina di dentro, ha anche comunicato ai Suoi discepoli di andare per il mondo intero e di predicare l’Evangelo a tutte le creature (Mr. 16:15). Per questo motivo Paolo ha predicato nella città di Filippi la parola esteriore a Lidia, mercante di porpora, e il Signore ha aperto interiormente il cuore di quella donna (At. 16:10,14).

Lo stesso apostolo Paolo, indicando in progressione i mezzi della nostra salvezza, ha concluso che la fede viene dall’udire e l’udire dalla Parola di Dio. Confessiamo che Dio può illuminare gli uomini anche senza alcun ministero esteriore, chi e quando vuole, questo è in Suo potere (Ro. 10:13-17). Ma noi parliamo del mezzo e del modo che Egli segue abitualmente nell’ammaestrare gli uomini e del comandamento e dell’esempio che ci ha dato da parte di Dio.

7) Comprensibilità delle Scritture. Riconosciamo la necessità dell’illuminazione interiore dello Spirito Santo per la comprensione ai fini della salvezza di ciò che è rivelato dalla Scrittura. Certo non tutto ciò che si trova nella Scrittura è ugualmente evidente in sé né ugualmente chiaro per tutti. Tuttavia ciò che si deve necessariamente conoscere, credere e osservare per la salvezza è così chiaramente esposto e rivelato nell’uno o nell’altro passo della Scrittura che non solo l’uomo di studio, ma anche l’ignorante può, usando debitamente i mezzi ordinari, pervenire ad una sufficiente comprensione al riguardo.

8. Accessibilità. Poiché le lingue originali della Bibbia non sono conosciute da tutto il popolo di Dio, che ha diritto alla Scrittura, esse devono essere tradotte nella lingua corrente di ogni nazione in cui giungono, in modo che, essendo la Parola di Dio ampiamente diffusa[3] in mezzo a tutti, tutti possano rendergli il culto che Gli è gradito e possedere, nella pazienza e consolazione che danno le Scritture, la speranza.

9. Interprete di sé stessa. La regola infallibile dell’interpretazione della Scrittura è la stessa Scrittura. Pertanto, quando sorger un problema riguardo al senso vero e pieno di un qualsiasi testo della Scrittura (la quale non è incoerente, ma una) esso deve essere investigato e spiegato aiutandosi con altri brani più chiari[4].

 

(Dalle confessioni di fede riformata elvetica posteriore e di Westminster)



[1] “Nessuno può venire a me, se il Padre che mi ha mandato non lo attira, e io lo risusciterò nell'ultimo giorno” (Gv. 6:44).

[2] “Egli si trova presso un certo Simone, conciatore di pelli, che ha la casa vicino al mare; egli ti dirà ciò che devi fare” (At. 10:6).

[3] “La parola di Cristo abiti in voi copiosamente, in ogni sapienza, istruendovi ed esortandovi gli uni gli altri con salmi, inni e cantici spirituali, cantando con grazia nei vostri cuori al Signore” (Cl. 3:16).

[4] “sapendo prima questo: che nessuna profezia della Scrittura è soggetta a particolare interpretazione. Nessuna profezia infatti è mai proceduta da volontà d'uomo, ma i santi uomini di Dio hanno parlato, perché spinti dallo Spirito Santo” (2 Pi. 1:20,21). “Con questo si accordano le parole dei profeti, come è scritto: "Dopo queste cose, io ritornerò e riedificherò il tabernacolo, di Davide che è caduto, restaurerò le sue rovine e lo rimetterò in piedi” (At. 15:15,16).


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