|
Torna Brian di Nazareth, capolavoro Monty Python
Un sano antidoto al sadismo iperrealista de «La
Passione di Cristo» di Mel Gibson: a fine
aprile, a 25 anni dalla sua prima uscita, tornerà nei cinema Usa «Brian di
Nazareth» (Life of Brian, 1979) da molti considerato il capolavoro dei Monty
Python, ovvero Terry Jones, che ne firma la regia, Graham Chapman (che
interpreta Brian), John Cleese, Terry Gilliam, Eric Idle e Michael Palin,
tutti interpreti e autori del soggetto e della sceneggiatura. Nel film, le
cui riprese furono completate grazie all'intervento economico di uno dei
Bratles, George Harrison, dopo che la Emi Film si era tirata indietro
trovandolo troppo «provocatorio», si narrano le disavventure di Brian di
Nazareth, dalla sua nascita nella stalla accanto a quella di Gesù, nella
stessa notte, con i re Magi che gli fanno visita per sbaglio, alla gioventù
a contattato con il Fronte Popolare della Giudea e infine la crocifissione.
«La cosa più significativa è che sia riuscito a far arrabbiare gente di
tutte le religioni, proprio tutte, cattolici, ebrei, protestanti, ortodossi,
buddisti. E stato magnifico» commentava Michael Palin mentre il film veniva
censurato in buona parte del pianeta. In Italia il Vaticano riuscì a
impedirne l'uscita fino al 1990. Visto ingiustamente come un attacco al
cristianesimo, «Life of Brian» è in realtà un divertente e raffinato attacco
all'intolleranza, al bigottismo, al feticismo religioso e politico: nella
Palestina disegnata dai Python - per esempio - una miriade di gruppuscoli
non fanno che azzuffarsi tra loro ognuno rivendicando di essere il vero
rappresentante della resistenza all'occupazione romana, allusione esplicita
al proliferare spropositato, in Europa negli anni `70, di gruppetti
«comunisti» di ispirazione marxista, leninista, trotzkista, maoista,
guevarista e via dicendo in fiera concorrenza tra loro. Tra i motivi di
«scandalo» una delle scene finali del film, con un gruppo di uomini
crocifissi che cantano: «Guarda sempre al lato positivo della vita». Il film
uscirà prima a Los Angeles e New York e poi nel resto degli Usa, distribuito
dalla Rainbow Film Company. Dice Henry Jaglom, presidente della Rainbow:
«Abbiamo deciso che questo era un buon momento per far uscire di nuovo il
film, per offrire un'alternativa a tutta l'istera provocata da «The
Passion». I Monty Python si sono detti d'accordo, e daranno una mano al suo
rilancio».
Link all'originale |