| Roma (AsiaNews) - Al centro della
controversia che circonda il film “La Passione di Cristo” c’è un
uomo sereno, che ama la recitazione e la sua fede cattolica. Jim
Caviezel, 34 anni, interpreta Gesù nel colosso diretto da Mel Gibson.
Ora è nella Città Eterna con la sua famiglia, per ottenere la
benedizione del Santo Padre.
Per Jim, interpretare questo ruolo non è stato facile, ma, come per
qualsiasi altro film, ha prima sentito dentro di sé come una
“vocazione”. Trasportarla sullo schermo, ha detto, “è stata una vera
esperienza spirituale”. Domenica sera, invitati da p. Thomas Williams,
del movimento cattolico dei Legionari di Cristo, Jim e la sua famiglia,
di fede cattolica, hanno partecipato alla S. Messa in inglese nella
Chiesa di San Giovanni Battista de’ Fiorentini, con gli studenti di
alcune università pontificie di Roma.
Al termine del rito religioso, l’attore si è fermato a pregare,
mentre un piccolo gruppo di fan e cattolici aspettavano fuori per
incontrarlo.
All’uscita, Jim, oltre ad intrattenersi con gli studenti e altre
persone, rimasti colpiti dalla sua modestia, ha risposto anche alla
domanda sul come abbia fatto a conciliare la recitazione con le sue
convinzioni religiose. Oltre a ribadire di aver già parlato a diverse
conferenze cattoliche, ha precisato che egli è in primo luogo un attore,
non un oratore pubblico, e continuerà a ricostruire quella cultura nel
suo ambito di lavoro. Ha inoltre sostenuto che c’è un forte bisogno che
i giovani di oggi affrontino il flagello dell’aborto nel mondo
(soprattutto negli Stati Uniti) e si impegnino a favore della dignità
della vita. Ha infine sottolineato l’importanza di combattere il male
con la forza del rosario.
“Possiamo farci una foto con te?”, ha chiesto qualcuno dei giovani
più coraggiosi. “Si”, ha detto con un raro sorriso, “ma ognuna ti
costerà un rosario!”, ha aggiunto, trasformando la sua fama in
“profitto” spirituale.
È noto che Jim Cavezial evita qualsiasi ruolo che comprometta i suoi
valori morali e si rifiuta di nominare Dio invano in qualsiasi copione.
Durante le riprese di “La Passione di Cristo”, Jim ha sofferto
per le proprie ferite mentre rappresentava le sofferenze del Signore.
Egli ha resistito al dolore e all’assideramento durante le ore delle
riprese, mentre stava appeso per ore sulla croce, senza protezione dalle
intemperie dell’inverno. Due volte è stato colpito durante dalla frusta
durante la scena della flagellazione di Gesù alla colonna. Si è slogato
la spalla destra nella scena in cui Cristo stesso si sloga la sua mentre
i soldati gli tirano la mano per inchiodarla alla croce. E’ stato
inoltre colpito sul set da un fulmine, senza però riportare gravi danni.
Oltre a questo, Jim ha accettato le critiche che ha ricevuto da
Hollywood e le domande costanti sulle ragioni del film, come una sua
condivisione dell’agonia redentrice di Cristo. Nell’interpretare quel
ruolo, Caviezel ha spesso detto a se stesso: “Non voglio che la gente
veda me, ma che veda invece solo Gesù”. Per raggiungere questo scopo, ha
spiegato Caviezel all’agenzia Zenit, “ho cominciato con la recita del
rosario, a cui è seguita la confessione e poi la Messa, ogni giorno, ed
ogni volta dopo avevo preso l’Eucarestia, mi sono sentito maggiormente
nei panni di Cristo”.
Nonostante continuino in tutto il mondo le controversie sul film, la
drammatizzazione di Mel Gibson della crocifissione di Gesù è stata un
grande successo al botteghino per l’industria cinematografica, avendo
incassato 264 milioni di dollari negli Stati Uniti e in Canada dopo soli
19 giorni dall’uscita nelle sale cinematografiche. “Se La Passione
continua su questa strada, è probabile che superi negli incassi Star
Wars (461 milioni di dollari) ed anche Titanic (600,8 milioni
di dollari) e diventare così il record di incassi di tutti i tempi”, ha
detto Paul Dergarabedian della Exhibitor Relations Inc., che si occupa
dei risultati dei film al botteghino.
In Italia, la prima del film è prevista per il 7 aprile. |