Un Cristo dal volto umano: il Vangelo di Pasolini


Non è senza legame l'uscita in contemporanea di The Passion di Mel Gibson e il lancio sul mercato del Vangelo secondo Matteo, il celebre film di Pier Paolo Pasolini restaurato da Mediaset e dalla Scuola nazionale di Cinema. Il film torna nelle sale distribuito da Medusa durante le festività pasquali dal 9 al 15 aprile all'Odeon di Milano, al Metropolitan di Roma, in seguito a Udine e Pordenone (8 e 9 aprile), Bologna, Firenze e Napoli (anteprima all'Auditorium di Roma il 30 marzo) per poi essere distribuito per l'homevideo. Il presidente di Mediaset Confalonieri valuta lo scontro in sala tra i due film come un match, poi decide che il film di Pasolini ha buone possibilità: «non mi dispiace neanche il confronto tra la povertà di quel cinema e la ricchezza del film di Mel Gibson», ha detto. Il film di Pasolini è stato un evento che per molti aspetti ancora oggi desta stupore per l'ardire intellettuale: trovare le location nel luogo più abbandonato d'Italia, i sassi di Matera, un Cristo dal volto essenziale come quello dello studente catalano Enrique Irazoqui, arrivato casualmente alla porta dello scrittore per motivi filologici, l'aderenza al testo (con l'inserimento della figura di Maria) e allo spirito dei tempi in cui fu realizzato (1964), gli anni del Concilio Vaticano II (il film fu dedicato a Giovanni XXIII). Film anticapitalista, in cui il Cristo incarna un'umanità così alta che travalica i suoi confini («non sono credente, diceva Pasolini, ma credo che il mio Cristo sia divino: credo che cioè in lui l'umanità sia così alta, vigorosa e ideale da andare al di là dei comuni termini dell'umanità». Il regista aveva appena girato un frammento della Passione da borgata, La ricotta condannata per vilipendio alla religione, ma qui intorno a lui non si affollano più i poveretti, ma una notevole quantità di intellettuali e volti sconosciuti, a iniziare quella svolta poetica che lo porterà agli albori della storia e della letteratura e a scalare il suo personale calvario.

 

Alla radio: «Il pane di domani. A quarant'anni dal Vangelo di Pasolini» è il programma di Alessandro Leogrande e Ornella Bellucci (Radiotre, ore 20), dieci puntate dal 29 marzo per raccontare il film con interventi degli interpreti, studiosi e comparse. A Pasqua (11 aprile) anche «Hollywood Party» propone il film nella versione restaurata, per «Cinema alla radio» (Radiotre ore 19.30).

 

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“La Passione di Cristo”: Il palese inganno di Mel Gibson - Cattolicesimo romano - Tempo di Riforma, a cura del past. Paolo Castellina