The passion of the Christ di Mel Gibson:

una valutazione evangelica di Nazzareno Ulfo

Pastore della Chiesa Cristiana Evangelica Sola Grazia di Caltanissetta

 Dopo quasi 2000 anni dallesistenza terrena di Gesù di Nazaret, la storia della sua vita e della sua morte continua ad essere al centro di discussioni e polemiche, tanto nei siti altolocati della cultura quanto negli ambienti più popolari del mercato e perfino nei templi dellintrattenimento.

Il prossimo aprile, dopo molto battage pubblicitario, uscirà anche in Italia il film prodotto e diretto da Mel Gibson: The Passion of the Christ (La passione di Cristo). La sua proiezione nelle sale cinematografiche statunitensi è stata preceduta e seguita da molte polemiche, molte delle quali - c’è da temerlo - probabilmente non serviranno ad altro che ad accrescere la curiosità di un gran numero di persone che correranno a vederlo. Confesso che è con una certa riluttanza che mi impegno ad affrontare questo argomento poiché, soprattutto se questo discorso avrà una diffusione pubblica, sono certo che attirerà una buona quantità di critiche.

Si tenga conto che chi scrive non ha visto il film (in effetti, fino ad oggi, non mi è capitato di vedere nemmeno il trailer) e che le informazioni in mio possesso, per quanto attendibili e documentate, sono il frutto di ampie letture, dellascolto e della riflessione su fonti e documenti come interviste, articoli giornalistici e di opinioni di altri cristiani che ho cercato di porre a confronto con la rivelazione biblica secondo una sensibilità evangelica. La mia, quindi, non è una parola definitiva sulla questione e sono certo che, per varie ragioni, saranno necessari degli aggiustamenti e delle modifiche a quanto dirò.

In secondo luogo, non sono nemmeno un critico cinematografico, perciò non è in questa veste che intendo parlare. Confesso di apprezzare il buon cinema, ma anche di non avere né le competenze necessarie né la volontà di parlare del film da questo punto di vista.

Tuttavia, non mi sembra né giusto né saggio tacere. La ragione per la quale prendo la parola così precocemente, e anche a rischio di commettere qualche errore, è che, come ministro del Vangelo mi è sembrato doveroso diffondere le informazioni in mio possesso sul film per riflettere su di esse alla luce di alcuni principî biblici allo scopo di aiutare voi, membri di questa chiesa e, nella provvidenza di Dio, altri cristiani di fede evangelica, a formarsi unopinione che li porti a valutare, da un punto di vista biblico, la pellicola in questione, allo scopo di poter decidere responsabilmente non solo se vedere o no il film, ma su quali siano i loro - ovvero i nostri - doveri in simili circostanze.

Quali sono le cose di cui ogni cristiano evangelico dovrebbe essere a conoscenza e che dovrebbe valutare a proposito di questo film?

 

1. Il carattere distintamente e decisamente cattolico-romano (CR) che lo ha generato e lo pervade.

a.Il cattolicesimo di M. Gibson. Il produttore e regista Mel Gibson non fa mistero delle proprie convinzioni religiose. Egli è dichiaratamente un devoto cattolico romano tradizionalista, ovvero un preconciliare che preferisce partecipare alla messa recitata in Latino, secondo lantico rito tridentino e che ha realizzato questo film affinché riflettesse con precisione la concezione CR della persona, delle sofferenze e della morte di Cristo[1]. È risaputo che la concezione CR di ciò che gli evangelici chiamano la Santa Cena o Cena del Signore e che la chiesa CR intende come il memoriale della morte del Signore Gesù Cristo, ha il significato ben diverso di sacrificio eucaristico, ovvero la ripetizione del sacrificio della croce in modo non-cruento. Lo scopo del film è dichiaratamente quello di sovrapporre il sacrificio della croce a quello dellaltare che si compie nella messa cattolica. Gibson afferma infatti che si tratta della stessa cosa[2]. Si deve aggiungere che un altro segno caratteristico della teologia CR posto in evidenza nel film è il ruolo di Maria. La madre di Gesù è descritta in modo sensibilmente diverso a confronto della Scrittura, ed ha una posizione esagerata rispetto a quella attribuitale dai Vangeli. Riferendosi al fatto che il film era stato ricevuto positivamente da molti leader evangelici, David Neff chiede a Mel Gibson quali fossero i suoi sentimenti a proposito. La risposta di Gibson rivela la sua stessa meraviglia perché, a suo stesso dire, il film è «molto mariano» (lett. so marian)[3]. In effetti, nel film, Pietro, dopo aver rinnegato Gesù si getta ai piedi di Maria per supplicare il perdono, tutti i discepoli le si rivolgono chiamandola Madre, e il film pone molto in evidenza i tratti di uniconografia tipicamente CR, come quelli della Pietà”[4]. Inoltre, come fa notare Peter T. Chattaway nella sua recensione del film[5], le brutalità della flagellazione e della crocifissione vengono rappresentate senza alcun risparmio e, a volte, c’è da temere che siano state perfino esagerate[6]. La drammatizzazione delle sofferenze fisiche di Cristo, a cominciare della raffigurazione del crocifisso, di origine medievale e assai diffusa nel CR è, in linea di principio, del tutto contraria ai principî biblici. La Scrittura, infatti, attribuisce unimportanza relativamente minore a questo aspetto delle sofferenze di Cristo; ne parla in modo parco e limitato e non si sofferma in alcun modo a descrivere la devastazione prodotta dalla flagellazione sul corpo di Cristo, né lentità o la profondità delle ferite prodotte dai chiodi. In Matteo 27:26 viene riferito ciò che è essenziale e nulla di più.

b.Le fonti del copione. Lo stesso Gibson afferma di non essersi basato sulla Bibbia solamente per la sua ricostruzione delle ultime 12 ore della vita terrena di Cristo, ma di aver tratto ispirazione e aggiunto molti particolari traendoli dallopera: La passione dolorosa del nostro Signore Gesù Cristo[7], della monaca mistica tedesca stigmatizzata Anne Catherine Emmerich (1774-1824). Questo è certamente in linea con il CR che rifiuta il principio protestante sola Scriptura e include fonti e rivelazioni extrabibliche nella tradizione che è poi considerata di uguale valore della Bibbia[8]. Inoltre, le varie aggiunte come lepisodio della tentazione del Signore da parte del Diavolo nel Giardino del Getsemani della quale la Bibbia non dice una sola parola, alcuni flashback che riguardano linfanzia di Gesù, e lattribuzione di pensieri a Cristo che non trovano alcun riscontro nella Bibbia dovrebbero far sussultare la nostra coscienza evangelica. Un film è certamente unopera artistica, ma aggiungere o togliere alla rivelazione biblica e perfino pretendere di penetrare la mente e i pensieri del Dio-uomo Gesù Cristo è blasfemo e sacrilego.

c.La spiritualità” di Jim Caviezel.J. Caviezel, linterprete di Gesù nel film, in unintervista rilasciata a frate Mario Knezovic a Medjugorie, il 6 dicembre del 2003[9], ha dichiarato di aver subito una grande influenza dalle apparizioni e dai messaggi mariani di Medjugorje. Nella stessa intervista, ha affermato che la catarsi (purificazione) necessaria per interpretare il ruolo di Cristo è avvenuta mettendo in pratica le raccomandazioni delle rivelazioni di Medjugorie (che rileggeva continuamente) e aggiungendovi varie altre pratiche. Per tutto il tempo della lavorazione del film si è recato a messa e si è comunicato ogni giorno. Avendo udito che il Papa si confessa di frequente ha pensato di dover seguire il suo esempio e, per tutto il periodo della lavorazione del film, ha recitato quotidianamente il rosario, ha digiunato spesso, ed ha sempre portato con sé un pezzo della autentica croce di Cristo ed altre reliquie di Padre Pio, S. Antonio da Padova, ecc.

 

Da queste semplici osservazioni si può comprendere che il carattere del film in questione è distintamente e decisamente CR e che il messaggio che cerca di trasmettere è deliberatamente (e direi anche sfacciatamente) CR. Mentre è comprensibile che per chi condivide la fede del CR tutto ciò sia normale e perfino virtuoso, per qualunque evangelico non può che essere abominevole!

 

2. Perché questo film è potenzialmente dannoso per gli evangelici

Nella prima parte mi sono soffermato soltanto a quanto c’è di più stridente per orecchie e di evidente per occhi avvezzi ad ascoltare e a vedere il messaggio della Bibbia. Questo film, quindi, per tutte le denominazioni evangeliche, costituisce una fortissima tentazione ed è potenzialmente un male che rischia di produrre dei gravi danni alla coscienza e alla pratica degli evangelici che lo accetteranno senza, o con poche, riserve. Le ragioni sono molteplici e ne elencherò solo alcune che ritengo siano tra le principali. Ripeto: chi accetta questo film senza, o con poche, riserve giudicandolo buono o utile per la causa del Vangelo, deve rendersi conto che una tale presa di posizione:

a.Segna labbandono dellopinione condivisa dallevangelicalismo storico sulluso e il ruolo delle immagini nelladorazione. Gli evangelici che considerano il film di M. Gibson come uno strumento evangelistico[10], compiono una delle ultime tappe verso la totale capitolazione dinanzi alla teologia CR in materia delluso delle immagini accettando praticamente le deliberazioni del II concilio di Nicea (conosciuto anche come VII Concilio Ecumenico) del 787. Sia fatto coscientemente o meno, un tale atto segna il completo abbandono della comprensione evangelica del II comandamento[11]. Per quale ragione un film sulla passione di Cristo dovrebbe essere salutato favorevolmente? Si risponde: «Perché è un potente mezzo di evangelizzazione di massa!». Ora, se è questo il caso, seppur con i dovuti distinguo, la questione non è assai diversa da quella che venne affrontata dal Concilio di Nicea del 787 dove non solo si stabilì che le immagini di Dio, di Cristo, della Madonna, degli angeli, dei santi e di uomini pii dovevano essere esposte nelle chiese, ma anche che il loro scopo era di promuovere ladorazione di Dio e di onorare le persone rappresentate. Gli iconoclasti (anatemizzati dal Concilio), sotto laccusa di mettere sullo stesso piano queste immagini a quelle degli idoli pagani, negavano che le immagini di alcun tipo potessero essere di alcuna utilità nel promuovere la devozione verso la natura divina e che, anzi, a causa dellignoranza della gente, risultavano per essere dannose[12]. È un fatto che se tra i protestanti laccettazione dei primi quattro concili ecumenici è stata praticamente unanime e se il quinto e il sesto sono stati accettati con delle riserve, il settimo (proprio quello di Nicea del 787) è stato decisamente rifiutato. Non mi sembra qui il caso di intrattenermi in una confutazione della dottrina delluso delle immagini insegnata e accettata da quel concilio, mi basta far sentire una voce allarmata sul fatto che luso che anche molti evangelici vorrebbero fare di questo (o anche di altri) film su Gesù come mezzo ausiliario per la devozione a Cristo è una violazione del II comandamento e labbandono della sana pratica evangelica. Dopo aver visto questo film, sarà estremamente difficile non associare la persona di Cristo, della quale leggiamo nella Bibbia e ascoltiamo nelle predicazioni, al volto di Jim Caviezel, il quale non solo è sicuramente diverso da quello umano di Cristo, ma è anche una riduzione (poiché Gesù non è solo umano, come, invece lo è lattore), ed è, pertanto, una falsa rappresentazione.

b.Costituisce una rinuncia al metodo della predicazione che non viene più ritenuto come esclusivo per la comunicazione del Vangelo. Gli evangelici che considerano il film di M. Gibson un medium adeguato per la comunicazione del Vangelo accettano praticamente la teoria secondo la quale la cultura dellimmagine ha soppiantato quella della parola e che il metodo biblico della predicazione, seppur indicato in modo esclusivo per la comunicazione del messaggio del Vangelo (1 Corinzi 1:21), per luomo contemporaneo, possa essere rimpiazzato da altri che risultano perfino più efficaci allo scopo di produrre conversioni. Tuttavia, limmagine ha molti limiti nella comunicazione della verità evangelica e non è per nulla più efficace della comunicazione verbale. Mentre molti videro esattamente e personalmente la passione di Cristo e non si convertirono, mediante la benedizione dello Spirito, con la predicazione di Pietro si convertirono migliaia di persone (Atti 2:41). Pietro non solo parlò degli eventi storici riguardanti la vita e la morte di Cristo, ma ne diede uninterpretazione teologica, inquadrandola nellambito della storia della redenzione e nella più ampia rivelazione biblica[13]. Allo stesso modo, il metodo dellapostolo Paolo era quello di dipingere Cristo al vivo mediante la predicazione, di predicare  Cristo crocifisso (1 Corinzi 1:23; Galati 3:1)[14]. In un volantino pubblicitario, inviato alle chiese evangeliche statunitensi, in cui sono riportate le parole M. Gibson, il regista, descrivendo il suo film come unopera che parla e promuove fede, amore, speranza e perdono, aggiunge che Gesù è morto per il peccato dellumanità ed è tempo che si torni a questo messaggio fondamentale[15]. Se qualcuno dovesse chiedere: «Come?» La risposta sarebbe di andare a vedere il film! Ma la domanda è: può il film ottenere gli scopi espressi in 2 Timoteo 4:2-4? In quale modo il film di M. Gibson potrà convincere (di peccato), rimproverare ed esortare insegnando pazientemente? Ma vorrei sollevare unaltra questione, forse anche più radicale della precedente: può un attore di Hollywood essere considerato sufficientemente qualificato e dotato dei doni e delle grazie spirituali necessari per pretendere di divenire un evangelista, ovvero cinepredicatore di Cristo? Se fosse posto a confronto con le qualifiche richieste in 1 Timoteo 3 e in Tito 1 potrebbe essere considerato un insegnante in qualunque chiesa cristiana? Per dei veri evangelicitutto ciò dovrebbe risultare semplicemente inaccettabile.

c.Costituisce una ulteriore significativa testimonianza dellabbandono della teologia cristiana del discernimento nel campo dei sentimenti religiosi. In un certo senso, la produzione di questo film allo scopo di suscitare sentimenti religiosi nei confronti di Cristo non è una novità per il CR[16]. Noi Italiani siamo molto avvezzi a questo genere di rappresentazioni tese a suscitare forti reazioni emotive in chi le osserva (presepe vivente, via crucis, processioni con laccompagnamento di bande musicali, autoflagellazioni pubbliche, ecc.). Questo film certamente produrrà una grande quantità di emozioni[17] ma di che genere? Sante? Spirituali? Jonathan Edwards, il quale sinterrogò profondamente al cospetto della Scrittura sullimportanza, sul ruolo e sul significato delle emozioni nellesperienza cristiana, ha molto da dire a proposito nel suo trattato su I sentimenti religiosi, ne cito solo un estratto:

Il fatto che vi siano dei sentimenti religiosi intensi e di alto grado non costituisce la prova che essi siano di natura spirituale e che procedano necessariamente dalla grazia. La Scrittura, che è la nostra regola sicura e infallibile per decidere su questioni di questo genere, ci mostra chiaramente che esistono dei sentimenti religiosi, molto elevati nel grado, che non sono né autenticamente spirituali né il segno di un’opera di grazia. L’apostolo Paolo, ad esempio, menziona i sentimenti dei Galati, che erano notevolmente elevati, eppure non nasconde il suo timore che fossero vani e del tutto inutili: «Dove sono dunque le vostre manifestazioni di gioia? Poiché vi rendo testimonianza che, se fosse stato possibile, vi sareste cavati gli occhi e me li avreste dati» (Galati 4:15). Egli pronunciò questa testimonianza proprio dopo aver detto: «Io temo di essermi affaticato invano per voi» (Galati 4:11). Allo stesso modo, il popolo israelita fu grandemente toccato dalla misericordia di Dio che lo condusse attraverso il Mar Rosso liberandolo dal faraone, tanto che “cantò le lodi di Dio”; però molto presto si dimenticò delle sue opere. La stessa cosa accade al monte Sinai, quando Dio manifestò ancora una volta la sua gloria e la sua potenza. In quel caso gli Israeliti sembrarono addirittura maggiormente coinvolti a livello dell’intelletto e pronti a compiere la loro confessione quando Dio propose loro il suo santo Patto, allorché si impegnarono a fare tutte le cose che il Signore aveva detto. Ma come svanirono tutta questa fiera prontezza e tale sollecitudine emotiva! Quanto rapidamente passarono all’adorazione di altri dèi, rallegrandosi e gridando attorno al vitello d’oro! La grande moltitudine che rimase attonita davanti al miracolo della risurrezione di Lazzaro conobbe un alto grado dell’esercizio dei sentimenti e lo mostrò anche quando, poco dopo, Gesù Cristo entrò a Gerusalemme; infatti lo esaltò al punto di non considerare che il suolo della città fosse degno di essere calpestato dall’asino che egli cavalcava; così, quelle persone tagliarono rami di alberi e di palme da stendere lungo la via insieme ai loro mantelli e gridarono a gran voce: «Osanna al Figlio di Davide! Benedetto colui che viene nel nome del Signore! Osanna nei luoghi altissimi!» (Matteo 21:9), in modo tale che tutta la città ne fu scossa. È proprio l’evangelista Giovanni a dirci che ciò accadde proprio a causa del miracolo della risurrezione di Lazzaro (Giovanni 12:18). La moltitudine che gridava fece sì che i farisei esclamassero: «Ecco, il mondo gli corre dietro!» (Giovanni 12:19), eppure Cristo aveva solamente pochi discepoli a quel tempo. Ma come si dissolse velocemente tutto quel fervore! Sparì quando Gesù fu arrestato, schernito e coronato di spine, deriso, sputato, flagellato, condannato e ucciso. È vero, ci fu un grande grido da parte del popolo per lui, ma non fu più quello di «Osanna, osanna», ma di: «Crocifiggilo, crocifiggilo!» Insomma, tutti i teologi ortodossi sono concordi nell’affermare che i sentimenti religiosi possono anche elevarsi ad un grado molto alto senza che vi sia nulla della religione[18].

Come già detto, i Vangeli sono tipicamente parchi di particolari patetici a riguardo delle sofferenze fisiche di Cristo, mentre abbondano nella descrizione e nella spiegazione del significato di quelle spirituali. È su queste che gli autori ispirati hanno inteso che i lettori si soffermassero, ed è la comprensione del loro valore e significato che può farci cogliere il senso della morte sostitutiva di Cristo, quale sostituto penale dei peccatori che credono in lui. Purtroppo, in molte sezioni dellevangelicalismo contemporaneo, si ritiene che qualunque manifestazione emotiva possa costituire il segno di un reale interesse in Cristo e che tali cose siano sufficienti per convalidare una professione di fede. Tuttavia, la Scrittura ci esorta ad essere più cauti e a provare gli spiriti per sapere se sono da Dio (1 Giovanni 4:1).

 

3. Quali sono i nostri doveri in momenti come questi

Per queste ragioni e alla luce delle informazioni in mio possesso, la mia curiosità iniziale e una certa dose di ottimismo a riguardo di questo film si sono del tutto sedati. Per quanto mi riguarda, ritengo di possedere sufficienti ragioni per non potere coscienziosamente andare a vedere il film in questione. Anzi, sono convinto che vederlo costituirebbe unesperienza dannosa per la coscienza di qualunque cristiano evangelico.

Che fare allora? Dovremmo limitarci a far sentire le nostre critiche? Tuttaltro! Ci sono cose che possiamo fare, anzi che DOBBIAMO fare riconoscendo che, nella provvidenza di Dio, noi siamo la generazione di cristiani che vivono in questo tempo e che, proprio questo evento, pone su di noi delle precise responsabilità.

a.Per prima cosa non dovremmo criticare il film coi non credenti(o coi nostri amici cattolici). Ricordate bene: le mie considerazioni possono avere senso solamente per coloro che possiedono una solida fede evangelica! Un non credente, o un CR, non potranno comprendere le nostre argomentazioni. Con loro bisogna avere un altro approccio cercando di portarli a vedere e a comprendere le cose che il film non dice, spiegando loro il significato e le ragioni bibliche della passione di Cristo[19]. Questo film ci offrirà molte possibilità per testimoniare personalmente della nostra fede in Cristo, cogliamole tutte!

b.Possiamo acquistare e distribuire, alluscita delle sale cinematografiche che proietteranno il film, il libro passione di Gesù Cristo, cinquanta ragioni per cui Gesù soffrì e morì di John Piper. La moltitudine di emozioni che saranno suscitate dalla visione del film svaniranno nel breve spazio di qualche ora per molte persone. Una delle sue più gravi lacune, infatti, è costituita dalle cose che non dice. Seppure, come ha affermato M. Gibson favorisce lintrospezione, esso non guida la mente delle persone ad uno scopo preciso, ovvero alla convinzione di peccato e allesercizio della fede nella persona di Colui che morì sulla croce! Per essere salvati è necessario credere nel Gesù rivelato dai Vangeli. Il Dio-uomo, lunico Redentore, il Signore Gesù Cristo, il quale, essendo leterno Figlio di Dio divenne uomo e così fu e continuerà ad essere per sempre, in due nature distinte, Dio e uomo in una sola persona[20]. Il film non dice con chiarezza che Gesù, più che dai Giudei per invidia, da Giuda per denaro, da Pilato per codardia, fu crocifisso dal Padre per amore[21]. Non dice che la ragione primaria della sua passione e della sua morte era lespiazione della colpa dei nostri peccati e la propiziazione di Dio. Non sottolinea sufficientemente la necessità della risurrezione e che, adesso, è necessaria lappropriazione personale e lapplicazione soggettiva di quel sacrificio mediante la fede e il ravvedimento donati da Dio per mezzo dellopera dello Spirito Santo. Per questa ragione la nostra chiesa ha stabilito di acquistare svariate centinaia di copie del libro di J. Piper e di farne la distribuzione gratuita alluscita delle sale cinematografiche della nostra città che proietteranno il film di Gibson. Accompagniamo questa iniziativa con la preghiera che il Signore si serva di questa attività per chiamare efficacemente a salvezza molti peccatori. AMEN.


 

[1] Per le fonti di queste informazioni si è preferito riportare quelle reperibili su internet (e generalmente a favore del film) e riferirsi prevalentemente ad interviste rilasciate da Mel Gibson:

1)Intervista rilasciata  il 13 gennaio 2004 alla televisione cattolica EWTN:

www.ewtn.com/vnews/getstory.asp?number=42801;

2)Larticolo di David Neff apparso sul numero di marzo di Christianity Today: The passion of Mel Gibson, why Evangelicals are cheering a movie with profoundly Catholic sensibilities,

www.christianitytoday.com/movies/commentaries/passion-passionofmel.html

3)Intervista rilasciata da Mel Gibson a David Neff e Jan Johnson Struck : Dude, that was graphic:,

www.christianitytoday.com/movies/interviews/melgibson.html;

4)Una grande quantità di particolari sul film possono essere letti nella recensione di Peter T. Chattaway: Tha passion of the Christ, lethal suffering: The  Passion underlines Christs humanity like no film before.,

www.christianitytoday.com/movies/reviews/passionofthechrist.html.

5)    Recentemente lattore Jim Caviezel è stato ricevuto in udienza privata dal Papa, alluscita ha rilasciato unintervista in cui sono riportati particolari molti significativi, compresa laffermazione: «Mel Gibson è molto, molto cattolico, un vero cattolico romano». Larticolo, in Italiano, può essere letto per intero allindirizzo:

www.zenit.org/italian/visualizza.php?sid=952

Due articoli decisamente contro possono essere reperiti ai seguenti indirizzi:

6)www.bereanbeacon.org/articles/mel_gibsons_vivid_deception.htm

7)www.banneroftruth.org/pages/articles/article_detail.php?567

[2] Oltre allintervista rilasciata alla EWTN si legga la risposta allultima domanda rilasciata a D. Neff e  J. J. Struck  dove Gibson risponde: «I juxtapose the Last Supper with the Crucifixion to point out what it is, how it was instituted, and why».

[3] Dude, That was graphic: «I've been actually amazed at the way I would say the evangelical audience hashands downresponded to this film more than any other Christian group. For me the amazing thing is that the film is so Marian».

[4] Queste informazioni sono state reperite da un post contenente un commento al sermone di Albert N. Martin, The passion movie: to see or not to see, che può essere scaricato gratuitamente, insieme a molti altri, dal sito www.sermonaudio.com. I commenti sono pubblicati allindirizzo: www.sermonaudio.com/comments.view.asp?whichtipe=sermon

[6] Si noti, per esempio, che Gibson fa portare ai due latdroni il patibulum, ovvero il braccio corto della croce, mentre Gesù, in linea con liconografia cattolica, viene rappresentato come recante la croce intera. Questo particolare è privo di alcuna base biblica e storica. Lo stesso storico cattolico Giuseppe Ricciotti, nel descrivere il metodo romano della crocifissione mostra molti degli errori delliconosgrafica classica della crocifissione. Si veda G. Ricciotti, Vita di Gesù Cristo, Mondadori, 1989, pp. 677-699.

[7] In rete si può leggere un articolo (in inglese) che la rigurada allindirizzo: www.newadvent.org/cathen/05406b.htm. In unintervista rilascita a Raymond Arroyo per la stazione televisica Cattolica EWTN, M. Gibson ha dichiarato di aver tratto ispirazione dallopera della Emmerich, inserendo nel film alcune scene che non hanno alcun riscontro con il racconto biblico (cit. in The passion of Mel Gibson, Why evangelicals are cheering a movie with profoundly Catholic sensibilitie, www.christianitytoday.com/movies/commentaries/passion-passionofmel.html).

[8] Si vedano i § 74-100 del Catechismo della Chiesa Cattolica (1992, 19992) presente anche in rete allindirizzo: www.vatican.va/archive/catechism_it/p1s1c1_it.htm

[10] Tra costoro vi sono nomi famosi come Billy Graham, Jack Graham (presidente della Southern Baptist Convention), Paul Crouch, Robert Shuller e molti altri. Si veda: www.passionchrist.org/others_saying.asp

[11] Esodo 20:4-6 «Non farti scultura, né immagine alcuna delle cose che sono lassù nel cielo o quaggiù sulla terra o nelle acque sotto la terra. Non ti prostrare davanti a loro e non li servire, perché io, il Signore, il tuo Dio, sono un Dio geloso; punisco l' iniquità dei padri sui figli fino alla terza e alla quarta generazione di quelli che mi odiano, e uso bontà, fino alla millesima generazione, verso quelli che mi amano e osservano i miei comandamenti». Lopinione accettata e insegnata praticamente da tutte le confessioni di fede evangeliche è quella che il primo comandamento (non avere altre dèi oltre a me) proibisca ladorazione di qualunque altra persona, essere o cosa allinfuori del vero Dio, il Creatore e Redentore, e che il secondo proibisca luso di qualunque immagine nelladorazione del vero Dio. In particolare, il Catechismo maggiore di Westminster alla domanda 109: «Quali sono i peccati proibiti dal secondo comandamento?» Risponde: «I peccati proibiti dal secondo comandamento sono limmaginazione, il consiglio, il comandamento, luso e lapprovazione di qualsiasi adorazione religiosa che non sia stata istituita da Dio stesso; la tolleranza della religione falsa, la costruzione i qualsiasi rappresentazione di Dio, di tutte o di ciascuna delle tre persone, sia interiormente, nella nostra mente, sia in modo esteriore mediante qualsiasi genere di immagine o somiglianza a qualunque creatura; di qualunque adorazione di esse o di Di tramite esse; della rappresentazione di divinità straniere e di qualunque adorazione resa ad esse…».

[12] Per il testo delle deliberazioni del II Concilio di Nicea del 787 in rete si veda: www.intratext.com/IXT/ITA0139/_P1.HTM

[13] Nel discorso di Pentecoste pronunciato da Pietro (Atti 2:14-36) e nelle parole che vi aggiunse rispondendo a coloro che furono compunti nel cuore (Atti 2:37-40) possiamo rintracciare laccenno o il riferimento esplicito a molte dottrine caratteristicamente cristiane: 1) lispirazione e lautorità delle Scritture dellAT e il progresso storico del piano di Dio (Atti 2:16-21, 24-28); Il peccato delluomo (Atti 2:22-23, 36); La sovranità di Dio nella salvezza (Atti 2:22-24, 32-33, 36); la Trinità (Atti 2:33, 38); La centralità della persona e dellopera di Cristo: eletto di Dio, crocifisso, risorto, Signore (Atti 22-24, 36); la necessità del ravvedimento e della fede (Atti 2:38-40), ecc.

[14] In Galati 3:1 il verbo usato dallapostolo Paolo per ricordare il suo ministero tra loro è progràpho che sarebbe opportuno tradurre descritto, o anche presentato. Non si tratta dellattività di un pittore o di uno scultore o di un attore, ma quella di un predicatore!

[15] Questa notizia lho ottenuta ascoltando il sermone The  passion  movie, to see or not to see, predicato da A. N. Martin alla classe degli adulti della Scuola Domnicale della chiesa Triniti Baptist Church di Montville dove esercita il ministero pastorale da quasi quarantanni. Questo e molti altri dei suoi sermoni possono essere ascoltati o scaricati gratuitamente dal sito della chiesa www.tbcnj.org  o anche acquistati.

[16] Che questo sia lintento di Mel Gibson non è affato un mistero, Alla domanda di D. Neff: «Nel film vengono rappresentta molto bene le sofferenze di Gesù, e tu stesso hai fatto qualcosa per cercare di spiegare il significato delle sofferenze di Cristo. Ma quali sono i limiti del film in quanto medium nella comunicazione del loro significato?» La risposta di M. Gibson è stata la seguente: «Ritengo che il film sia viscerale. Ha forza attrattiva e di suscitare unesperienza a livello emotivo che non è possibile spiegare logicamente. Ad ogni modo, vi lascia con una serie di immagini e unesperienza o unemozione che può farvi desiderare di cercare qualcosa di più. Ecco qua, il film è semplicemente un punto di partenza». Dude, That was graphic: www.christianitytoday.com/movies/interviews/melgibson.html;

[17] Si leggano le testimonianze colte alluscita dei cinema raccolte da Agnieszka Tennant e pubblicate nellarticolo Passions and tears abound, What moviegoers had to say after watching the Passion of the Christ, pubblicato allindirizzo: www.christianitytoday.com/movies/news/040227-passion.html

[18] Jonathan Edwards, I sentimenti religiosi, Caltanissetta, Alfa & Omega, 2003, pp. 84-86.

[19] Per questa ragione vorrei raccomandare di leggere o di ascoltare la mia predicazione dal titolo Cristo abbandonato dal Padre, del 7 marzo 2004. La cassetta o il CD possono essere richiesti via email allindirizzo info@alfaeomega.org . Suggerirei di leggere anche: S. Charnock La conoscenza di Cristo crocifisso, E. Donnelly, La sconfitta del serpernte, R. C. Sproul, Giustificati per sola fede, tutti editi da Alfa & Omega e che possono essere aquistati on-line allindirizzo www.alfaeomega.org

[20] Cfr. la risposta alla domanda 22 del Catechismo minore di Westminster, Caltanissetta, Alfa & Omega, 2001, p. 26.

[21] Si consideriono i testi di Atti 2:23; 1 Pietro 1:19-29 e molti altri che insegnano lineluttabilità della sua morte.

 

“La Passione di Cristo”: Il palese inganno di Mel Gibson - Cattolicesimo romano - Tempo di Riforma, a cura del past. Paolo Castellina