Anche se il film è discutibile dovremmo rallegrarcene perché almeno parla e fa parlare di Cristo?

 

"La passione" del Gibson ha indubbiamente molti difetti, ma, dicono alcuni, "l'importante è  parlare di Cristo e far riflettere". Al riguardo citano il testo biblico: "Che importa?  Comunque sia, con ipocrisia o con sincerità, Cristo è annunziato; di questo mi rallegro, e  mi rallegrerò ancora" (Filippesi 1:18).

 

Essi rilevano come Paolo dica: Anche se Cristo è  predicato per motivi sbagliati, c'è motivo di rallegrarcene, e noi dovremmo andare a vedere questo film". Paolo, però, è ben lungi dal dire che il fine giustifichi i mezzi! Se si  applicasse questo principio si dovrebbe giustificare qualunque cosa, anche la manipolazione  psicologica artificiosa, o la costrizione fisica!

 

Un tale ragionamento opportunista e privo  di discernimento non ha nulla a che fare con il modo in cui la Bibbia intende che la verità  sia proclamata e comunicata. Lo stesso varrebbe se si volesse citare il suggerimento di Gamaliele: "E ora vi dico: tenetevi lontani da loro, e ritiratevi da questi uomini; perché,  se questo disegno o quest'opera è dagli uomini, sarà distrutta; ma se è da Dio, voi non  potrete distruggerli, se non volete trovarvi a combattere anche contro Dio" (Atti 5:38).

 

Noi  abbiamo precisi criteri per verificare se una cosa sia o non sia da Dio: sottoporre ogni  cosa al vaglio della Scrittura, come quelli di Berea: "Or questi erano di sentimenti più  nobili di quelli di Tessalonica, perché ricevettero la Parola con ogni premura, esaminando  ogni giorno le Scritture per vedere se le cose stavano così" (At. 17:11).

 

L'opera del  Gibson, sottoposta al contenuto ed ai criteri delle Scritture non potrebbe in alcun modo  essere considerata predicazione dell'Evangelo. Leggete nel mio sito gli articoli che  spiegano accuratamente perché, dal punto di vista biblico ed evangelico, quest'operazione è  inaccettabile!

 

In Filippesi 1:18 Paolo si rallegra del fatto che, nonostante le motivazioni  (alcuni di fatto predicavano con motivazioni sbagliate), il messaggio dell'Evangelo era  presente. Si trattava comunque, indiscutibilmente, dell'Evangelo e non di una sua  contraffazione. Anche gli Gnostici predicavano "Cristo", ma essi erano condannati  dall'Apostolo come portatori di un falso Evangelo, e quindi che lo facessero non c'era nessun motivo per rallegrarsene.

 

Gibson non sta affatto predicando l'Evangelo (sia il  contenuto che i metodi sono difettosi ed inaccettabili) nonostante le sue "buone  intenzioni". Esso non spiega la propiziazione e la redenzione (l'Evangelo) e semplicemente  sottopone lo spettatore a due ore di violenze gratuite ad un uomo che rappresenta Cristo. E'  qualcosa di morboso ed inaccettabile.

Tempo di Riforma, a cura del past. Paolo Castellina