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La Passione diventa reale in un rituale
filippino
di Roli Ng
SAN PEDRO CUTUD, Filippine (Reuters)
- Per Ruben Enaje, la Passione di Cristo significa più di una sera al
cinema.
Dopo aver portato una pesante croce di legno per diversi chilometri
mentre veniva frustato da cinturioni romani, Enaje è stato inchiodato su
un'altra croce e issato alla luce del sole filippino oggi come parte di
un rituale annuale di fanatismo religioso.
Guardato con preoccupazione dalla gerarchia della Chiesa, l'evento è
una sanguinosa festa che dà ai penitenti una chance per emulare Gesù
Cristo e contare su qualche dollaro di turisti curiosi.
Questo venerdì santo, forse grazie al controverso film di Mel Gibson,
sembrano parecchi i turisti che hanno affrontato il viaggio nelle
piccola città a 100 km a nord di Manila.
Enaje, un pittore di 43 anni, interpreta Cristo per la terza volta,
benché sia un veterano di 17 crocifissioni.
"La gente pensa che io sia Cristo ma non è vero", ha detto. "Quello
che voglio è emulare Cristo e ricordare alla gente quello che ha fatto
per noi".
Il viaggio di Enaje al Calvario inizia con un bacio dall'uomo che
interpreta Giuda, prima di essere portato davanti a Ponzio Pilato per
essere giudicato.
Per quattro km di percorso verso la crocifissione, il cammino viene
reso più doloroso da una serie di frustate sulla schiena da parte di tre
emuli dei soldati romani.
Alcol viene posto sulle mani e sui piedi per lenire leggermente il
dolore prima che vengano impiantati i chiodi e venga innalzato sulla
croce che si staglia nel cielo di mezzogiorno, seguito da altri 10
penitenti che vedono in questo l'ultimo atto della fede in Cristo.
Il rito viene ripetuto in scala minore in molti paesi cattolici. La
gente povera, che per la maggior parte si sente alienata dalla Chiesa
ufficiale, spera spesso di ottenere con quest'atto il perdono per i
peccati o la benedizione per la propria famiglia.
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