09 Apr 2004 10:27

La Passione diventa reale in un rituale filippino 

di Roli Ng

SAN PEDRO CUTUD, Filippine (Reuters) - Per Ruben Enaje, la Passione di Cristo significa più di una sera al cinema.

Dopo aver portato una pesante croce di legno per diversi chilometri mentre veniva frustato da cinturioni romani, Enaje è stato inchiodato su un'altra croce e issato alla luce del sole filippino oggi come parte di un rituale annuale di fanatismo religioso.

Guardato con preoccupazione dalla gerarchia della Chiesa, l'evento è una sanguinosa festa che dà ai penitenti una chance per emulare Gesù Cristo e contare su qualche dollaro di turisti curiosi.

Questo venerdì santo, forse grazie al controverso film di Mel Gibson, sembrano parecchi i turisti che hanno affrontato il viaggio nelle piccola città a 100 km a nord di Manila.

Enaje, un pittore di 43 anni, interpreta Cristo per la terza volta, benché sia un veterano di 17 crocifissioni.

"La gente pensa che io sia Cristo ma non è vero", ha detto. "Quello che voglio è emulare Cristo e ricordare alla gente quello che ha fatto per noi".

Il viaggio di Enaje al Calvario inizia con un bacio dall'uomo che interpreta Giuda, prima di essere portato davanti a Ponzio Pilato per essere giudicato.

Per quattro km di percorso verso la crocifissione, il cammino viene reso più doloroso da una serie di frustate sulla schiena da parte di tre emuli dei soldati romani.

Alcol viene posto sulle mani e sui piedi per lenire leggermente il dolore prima che vengano impiantati i chiodi e venga innalzato sulla croce che si staglia nel cielo di mezzogiorno, seguito da altri 10 penitenti che vedono in questo l'ultimo atto della fede in Cristo.

Il rito viene ripetuto in scala minore in molti paesi cattolici. La gente povera, che per la maggior parte si sente alienata dalla Chiesa ufficiale, spera spesso di ottenere con quest'atto il perdono per i peccati o la benedizione per la propria famiglia.

 

“La Passione di Cristo”: Il palese inganno di Mel Gibson - Cattolicesimo romano - Tempo di Riforma, a cura del past. Paolo Castellina