IL CRISTIANESIMO PUO' ESSERE FATTO RISORGERE?
published: Sunday | April 11, 2004

Ian Boyne

La Passione del Cristo di MEL GIBSON ha creato una tale sensazione dell'industria cinematografica religiosa, che è del tutto senza precedenti e che forse non si ripeterà più. Nessun altro film nella storia di Hollywood - religioso o secolare - ha ricevuto tanta attenzione già prima della sua apparizione e così tante vaste discussioni de La Passione del Cristo.

Siamo giunti al momento migliore per il cristianesimo, nei termini della comunicazione del messaggio centrale della crocifissione di Gesù Cristo per la redenzione del mondo. La chiesa cristiana non è abituata a questo tipo d'attenzione positiva da parte di Hollywood. E mentre La Passione ha generato così tante passioni e critiche per l'eccessiva violenza e l'antisemitismo che mostrerebbe, ha pure esercitato sulle coscienze impressioni molto forti al riguardo dell'intensa sofferenza che Cristo dovette subire tanto da condurre molti a riflettere seriamente sul significato della vita e dell'avvenimento di Cristo.

Il successo fenomenale e spettacolare de La Passione del Cristo però, maschera la profonda crisi che il Cristianesimo sta affrontando nell'occidente. Senza dubbio, il messaggio della Croce - il messaggio della sofferenza, dolore e sacrificio di sé che è richiesta dalla vita cristiana come rappresentata dal Nuovo Testamento, si scontra violentemente con i valori edonistici, narcisistici e materialistici del mondo occidentale. Certo, la gente potrà anche versare molte lacrime nell'assistere al film di Mel Gibson, e potrà anche ritornare a casa profondamente impressionata da ciò che quest'uomo giusto dovette soffrire quasi 2000 anni fa, ma è poco probabile che abbiano intenzione loro stessi di prendersi quella Croce.

IN DECLINO

Le principali denominazioni cristiane sono in forte declino sia in Nord America, in Europa e nel mondo in via di sviluppo. Senza dubbio solo largamente morte in Europa. L'Europa è infatti stata sottoposta ad una profonda ed incredibile de-cristianizzatione. (Non è incredibile per coloro che sono familiarizzati con la teoria della secolarizzazione del sociologo Peter Berger, che suggerisce che nella misura in cui le società si industrializzano, pure esse diventano più secolari). Molte chiese stanno chiudendo in Europa e le poche che rimangono aperte, dagli anni 70 ed 80,  ospitano numeri sempre più esiguidi fedeli.

Gli USA sono l'unica nazione industrializzata che sfidi la Teoria della Secolarizzatione, ma anche lì la gente è solo superficialmente religiosa. Le chiese che crescono in America e nei paesi occidentali, sono quelle carismatiche e pentecostali che predicano un vangelo della "Salute e Ricchezza", vivono in grandi case, sposano la persona giusta, trovano il giusto lavoro, ecc. ed aspirano ad una "vita abbondante" oggi. In altre parole, si tratta di chiese che coltivano una versione religiosa della filosofia capitalista. Offrono, infatti, il paradiso in terra oggi.

Il messaggio della croce è stato da lungo tempo marginalizzato in queste chiese, basta guardare i programmi religiosi cristiani di  Creflow Dollar, Kenneth Copeland, Frederick K C Pryce, Jesse Duplantis, Rod Parsley ed altre imitazioni locali della televisione religiosa. Il messaggio s'incentra in ciò che Gesù può fare per te, come egli ti possa benedire e darti prosperità. Raramente udrete che "E' attraverso molte tribolazioni che entrerete nel regno di Dio", oppure: "sopportate le sofferenze come buoni soldati", o che "Gesù soffrì per lasciarci un esempio". Non udrete regolarmente messaggi sul portare la propria Croce, valutare bene il costo del discepolati, rinnegare sé stessi, mettere Dio prima della famiglia, degli amici, della carrieram ecc. Il discepolato autentico ha un costo. Quello che oggi prevalentemente si ode è un vangelo adattato all'ideologia del capitalismo occidentale.

LA GLOBALIZZAZIONE ED IL CRISTIANESIMO

Oltre a tutto ciò, l'Evangelo cristiano tradizionale ed esclusivista che Gesù Cristo è il Salvatore del mondo e che la salvezza viene solo attraverso il Suo sacrificio sostitutivo sulla Croce, si pone in netto contrasto con la filosofia pluralista che permea la società occidentale. La globalizzazione si rapporta non solo al movimento di beni, servizi, tecnologia e persone, ma anche ad idee. La globalizzazione è inestricabilmente connessa al pluralismo ed all'accettazione di diverse culture, concezioni del mondo e punti di vista filosofici.

L'idea che un uomo possa essere l'unica ed esclusiva fonte di salvezza risulta ai più del tutto inaccettabile e irrimediabilmente arrogante e sciovinista. Che dire delle culture cinesi, africane ed arabe? Non hanno forse la loro propria soteriologia? Oltre a tutto questo, l'influenza crescente del postmodernismo nelle scienze sociali ed umanistiche, ha inferno un colpo molto forte all'ide di meta-narrazioni transculturali ed oggettive. Secondo i postmodernisti ed i decostruzionisti come Jacques Derrida, Jean-Francois Lyotard e Michel Foucault, non può esistere alcuna nozione di "verità" propositiva che vada bene per tutti e che sia indipendente dalla teorizzazione umana.

La conoscenza, secondo questa concezione, è un costrutto sociale. Non esiste alcuna concezione che sorga dal nulla. La teologia è condizionata culturalmente e socialmente. E' cosi che gli scrittori dei vangeli potrebbero avere compreso Gesù di Nazareth come Salvatore, e le prime comunità cristiane avrebbero potuto proclamare salvifica la Sua morte, non perché oggettivamente lo fosse ma perché lo era diventata soggettivamente per quelle comunità.

Le idee radicali del poeta rasta Mutabaruka sono pane quotidiano dei seminari più sofisticati e dei dipartimenti religiosi delle università secolari. Vi sono molti studiosi cristiani come i soci del Jesus Seminar ed altri che non credono che Gesù sia morto per i peccati del mondo ("Io non voglio essere lavato dal sangue di nessuno" dice il vescovo John Shelby Spongs); che Egli non è mai letteralmente risorto, che non era Dio e che la maggior parte delle cose che i vangeli dicono di Lui siano di carattere mitico, e non storico, e riflettono particolari teologie. Molti studiosi cristiani oggi dicono che la Bibbia conterrebbe contraddizioni, errori e le concezioni limitate, e persino pregiudiziali, dei suoi scrittori. Mentre tradizionalmente il popolo cristiano veniva istruito a rispondere alle grandi domande della vita, citando la Bibbia, e udendo "Così dice il Signore", questi studiosi dicono che la Bibbia non possa fornirci una guida finale ed infallibile per agire nel 21mo secolo.

L'impatto della globalizzazione, del pluralismo e del postmodernismo, congiunto alla demitologizzazione bultmanniaba della Bibbia iniziata nel 19mo secolo, ha avuto un effetto destabilizzante sulla Cristianità. Oggi vi sono molti pastori che predicano dai pulpiti del mondo intero - e del nostro Paese - le cui idee sarebbero del tutto sconcertanti per il membro di chiesa medio, se le conoscesse. Ogni domenica ministri di culto salgono sui loro pulpiti con l'unico scopo di smontare e respingere le credenze che il membro di chiesa medio ama e non si sognerebbe mai di mettere in questione. Alcuni concordano con Mutabaruka sul fatto che non vi sarebbe stata alcuna nascita verginale di Gesù, che il suo corpo fisico non sarebbe risorto, che Egli certo mai tornerà dal cielo in terra alla fine dei tempi, e che molte porzioni della Bibbia solo rifletterebbero le discutibili persuasioni umane dei loro autori.

UNA RELIGIONE SENZA RELIGIONE

Assieme ai dubbi intellettuali che sono sollevati sulla dottrina cristiana, abbiamo pure una nuova concezione della religione come qualcosa di sempre più fenomenologico. Assistiamo ad un allontanamento deciso e deliberato da una concezione dogmatica e dottrinaria del cristianesimo e della religione in generale, ed un movimento verso una concezione che "distilla" le persuasioni comuni di base di tutte le religioni del mondo. Per usare le loro stesse parole, vi è stata una de-enfasizzazione della dottrina, della corretta credenza e della tradizione ecclesiastica autorevole. Sempre di più, persino i cristiani conservatori mettono in evidenza sempre di più l'esperienza ed il rapporto personale con Cristo, a scapito dell'adesione ad una serie rigida di dottrine insegnate da una chiesa.

Ci stiamo muovendo verso un'epoca di religione senza religione e di non-denominazionalismo. Ci si concentra sempre di più sulla compassione, sull'amore, sull'armonia, sulla trasformazione spirituale personale, piuttosto che sul dogma. Molti cristiani dicono essere molto più importante manifestare amore verso gli oppressi, i disumanizzati e gli emarginati, piuttosto che proclamare dogmaticamente che Gesù è morto per i peccati di tutti, o che il Cristianesimo è la sola e vera religione, e che devi credere questa o quella serie di credenze per essere salvati.

Negli anni 1960 era avvenuta una rivoluzione culturale in America, che vedeva molte persone, per essere spiritualmente illuminate, rivolgersi ad Oriente. La classe media giungeva così a considerare il cristianesimo arido, troppo dogmatico, troppo poco spirituale. Cercavano estasi spirituiali, volevano entrare meglio in rapporto con i loro sentimenti ed avere un senso delle cose ultime, o del numinoso, un senso dell'Altro.

Trovarono così versioni del Buddismo e dell'Induismo molto attraenti. Come occidentali essi erano stati educati al pragmatismo. Alcuni volevano sentire un senso di comunione con Dio senza dover rinunciare al valore occidentale della liberazione sessuali, dell'individualità e dell'autonomia filosofica. Volevano una religione che potessero costruirsi ed impacchettarsi da soli come gente culturalmente condizionata dal consumismo occidentale. Trovarono così le seduzioni della New Age molto piacevoli.

Anche nel nostro paese vi è gente di classe media che abbandona il cristianesimo tradizionale per aderire a Nuove Religioni che offrono liberazione spirituale senza doversi preoccupare delle dottrine. Il Cristianesimo, almeno del tipo insegnato dal Nuovo Testamento - si trova in guai seri. Le chiese che ancora hanno il messaggio della Croce e che si attengono al Credo niceno, sono in forte declino quanto ad aderenti e ad influenza. Le chiese che crescono, a parte dagli Avventisti del Settimo Giorno, stanno insegnando una religione di insipido nutrimento intellettuale, una religione del "sentirsi bene", una religione di prosperità acquisita con una sorta di lotteria spirituale. Pochi sono coloro che veramente cercano di scoprire ciò che la Bibbia dice veramente su come Dio debba essere adorato. Pochi sono interessati ad esaminare rigorosamente le affermazioni dottrinali dei vari combattenti dell'arena religiosa, Vogliono semplicemente una religione che soddisfi i loro desideri e dia loro benedizioni.

UN CRISTIANESIMO NEI GUAI

Il Cristianesimo è nei guai da diversi punti di vista. La dominazione culturale dell'occidente materialista ed edonista, con il suo culto di Mammoma e del potere, rafforzato dai media (particolarmente la televisione satellitare), l'influenza crescente del postmodernismo, la filosofia relativista dell'elite intellettuale; la devastazione dell'erudizione biblica che rende impossibile conoscere ciò che un qualsiasi testo significhi davvero, e che, senza dubbio, mette in dubbio il bisogno stesso che un testo ci spieghi il Fondamento dell'Essere, insieme al cristianesimo superficiale, sentimentale ed intellettualmente vuoto che è popolare oggi e che importiamo dall'America, tutto questo ha prodotto una profonda crisi nel Cristianesimo- Potrà forse il Cristianesimo essere fatto risorgere? Vi sarà mai un'equivalente per il Cristianesimo del mattino della domenica di Pasqua? (I cristiani ortodossi credono che Gesù risorse di domenica)?

Le guerre, l'odio e l'animosità, diffuso da cristiani, mussulmani ed altra gente religiosa non è ha in alcun modo reso popolare il concetto che solo la mia via ed il mio Dio sia meglio che il tuo Dio. Così, sempre di più, il messaggio di Pasqua sarà ripugnante per molti che lo identificheranno con il dogmatismo, l'intolleranza e persino l'arroganza.

Sempre di più la gente guarderà al racconto biblico sulla morte e risurrezione di Gesù allo stesso modo in cui guarda alle favole ed ai miti. Nella misura in cui la "verità" archetipica e simbolica intesa a trasmettere significati "oltre la superficie" si affermerà, la verità letterale e storica sarà seppellita nel mare del postmodernismo. Potrà il Cristianesimo essere fatto risorgere?


Ian Boyne è un giornalista veterano.

 

“La Passione di Cristo”: Il palese inganno di Mel Gibson - Cattolicesimo romano - Tempo di Riforma, a cura del past. Paolo Castellina