SCHEDE SUL CULTO EVANGELICO COMUNITARIO


Le schede che seguono sono delle proposte da ripensare nel contesto proprio a ciascuna realtà. Nessuna chiesa è uguale alle altre, ma nessuna è diversa dalle altre. Il materiale deve dunque essere limato, adattato, cambiato a seconda delle esigenze locali. Si tratta infatti di semplici tracce che non hanno grandi pretese. Pur tentando di contribuire a superare il rischio dell'improvvisazione, si sforzano anche di mantenere spazi per essa.

Un culto perfetto non esiste e non sarà certamente una liturgia a renderlo tale. Si deve tuttavia cercare di non improvvisare il culto a Dio. Quando si rifiuta d'organizzare le forme comuni di culto in maniera esplicita, si finisce per farlo in maniera occulta e personale impedendo la coralità della celebrazione. Ma un vero culto richiede che ogni espressione trasudi un adeguato spessore per l'onore del Signore che è celebrato. 

Qui sono presentate alcune tracce, ma bisognerebbe avere la libertà e la creatività per pensare ad altri momenti significativi attraverso i quali può filtrare la visione alternativa del cristianesimo rispetto a tutte le altre visioni del mondo. Talvolta si pensa automaticamente all'anno liturgico (Avvento, Natale, Pasqua, Ascensione, Pentecoste, ecc.), altre volte si pensa alle occasioni speciali (Giornata di preghiera, assemblea di chiesa, battesimi, matrimoni, funerali, insediamenti di diaconi e pastori, preghiera per ammalati), ma si può pensare anche a incontri più centrati ad altre dimensioni dell'esistenza cristiana, per esempio il compito delle autorità, l'educazione scolastica, il lavoro e il risposo, la funzione delll'arte. Anche queste occasioni possono contribuire a dare la dimensione dell'impegno culturale della comunità credente che non fugge il confronto col mondo, ma si pone come un'alternativa significativa ad esso.


I.F.E.D. Padova