Paolo

Riti e cerimonie...

La predicazione di questa settimana si basa sul testo di Ebrei 9:10 da cui è tratto il titolo stesso del nostro sito: "Tempo di Riforma". E' un testo adatto per la domenica della Riforma e anche perché giungerò molto presto alla conclusione del mio ministero di pastore e predicatore in Bregaglia (Svizzera) dal 1983, il 31.12.07. Non so ancora che farò: il mio futuro rimane nelle mani del Signore...

Sintesi della predicazione del 4/11/07. “...si tratta solo di cibi, di bevande e di varie abluzioni, insomma, di regole carnali imposte fino al tempo di una loro riforma” (Ebrei 9:10 Riv.).

ritiL'esecuzione di riti e cerimonie religiose e civili, commemorative e celebrative, fa parte della cultura umana di ogni tempo e paese. Anche il cristianesimo, come si è sviluppato nei secoli, è stato ed è ancora caratterizzato da tali riti e cerimonie. Si seguono questi riti e cerimonie spesso solo per tradizione, senza nemmeno comprenderne il motivo originario. Oppure li si eseguono in modo superstizioso ritenendo che abbiano siano portatori di un qualche potere magico... temendo chissà quale maledizione se non si osservano.

Il cristianesimo originale, però, quello annunciato dal Nuovo Testamento è fatto anch'esso di riti e cerimonie? È solo una manifestazione religiosa come le altre? No. Gesù non è venuto per promuovere riti e cerimonie che ci riconcilierebbero con Dio. Egli non ha mai neanche battezzato. Egli stesso ha persino abolito i riti religiosi della fede israelitica. È stato un riformatore radicale della religione del popolo di Dio. Perché? Perché gli antichi riti israeliti non erano destinati a rimanere per sempre. Dovevano illustrare e proclamare ciò che Cristo avrebbe realizzato dando concretamente l'intera sua vita per la salvezza del Suo popolo. Egli è l'ultimo e vero sacrificio, fatto una volta per sempre. Non più “ombre”, quindi, ma “sostanza”, non più formalità, ma realtà. Non più celebrazioni rituali, ma amore e giustizia, vero, concreto. Battesimo e Santa Cena non solo dei rituali magici, ma espressione semplice ed immediata di una comunità di credenti viva che ha un rapporto autentico con Dio e che proclama nei fatti il Suo amore. La riforma è sempre attuale perché quando l'Evangelo è annunciato e vissuto fedelmente, abolisce ogni vuoto formalismo e vana superstizione per richiamarci alla realtà. È la realtà del sangue di Cristo versato per la salvezza dei Suoi, la realtà di una comunità di credenti che concretamente serve il Suo Signore nel mondo, in attesa del Suo ritorno.

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