Quando ci si può fidare

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Uno dei fenomeni più rilevanti della società dei nostri giorni è la crisi di fiducia che la gente in genere ha verso le istituzioni politiche e religiose. Si tende cioè a non aver più fiducia in chi gestisce servizi come le organizzazioni internazionali, lo stato, la polizia, l=amministrazione delle imposte, la scuola, ed anche delle organizzazioni di solidarietà e delle chiese, nella persona di coloro che ne sono preposti al funzionamento.

E= vero che molte volte chi doveva far funzionare queste istituzioni, sorte per servire i cittadini, ha tradito la fiducia della gente servendo soprattutto i propri interessi e tradendo gli scopi per cui era stato posto in quella funzione. Mi chiedo però se gli abusi comminati da alcuni sono tali da rendere vane ed inutili le istituzioni stesse. E= possibile avere fiducia in chi è chiamato a svolgere un servizio per la collettività, e quando si può avere fiducia di un singolo o di un=istituzione? A queste domande risponde -fra i tanti- un testo che parla dell=esperienza di un re di nome Ezechia, re di Giuda dal 715 al 691 a.C. circa.

Un politico di fiducia

Del re Ezechia la Bibbia dice: Afece ciò che è buono, retto e vero davanti all=Eterno, il suo Dio. In ogni lavoro che intraprese per il servizio della casa di Dio, per la legge e per i comandamenti, per cercare il suo Dio, egli lo fece con tutto il suo cuore: per questo egli prosperò@ (2 Cr. 31:20,21).

Ecco un re che riscuote la fiducia del suo popolo, e lo dimostra in un tempo di grave crisi, quando il regno di Giuda viene minacciato dall=invasione dell=esercito dell=Assiria, comandato dal temibile Sennacherib.

Ezechia è un amministratore responsabile, previdente e giudizioso.AQuando Ezechia vide che Sennacherib era giunto con il proposito di attaccare Gerusalemme@ (32:2) decide di far chiudere le sorgenti d=acqua -bene prezioso allora- al di fuori dalla città, per rendere la città meno appetibile al nemico. APrese coraggio@ (32:5) e fa rinforzare notevolmente le fortificazioni della città e di quelle vicine, come pure riorganizza un efficace sistema di difesa militare.

Ezechia, però è anche un uomo di profonda fede in Dio e, convocati i responsabili della difesa, dice loro: ASiate forti e coraggiosi! Non temete e non sgomentatevi davanti al re di Assiria e davanti alla moltitudine che è insieme a lui, perché con noi c=è uno più grande che con lui. Con lui vi è un braccio di carne, ma con noi vi è l=Eterno, il nostro Dio, per soccorrerci e per combattere le nostre battaglie@ (32:7,8a). Al che il nostro testo biblico commenta: AIl popolo fu rassicurato dalle parole di Ezechia, re di Giuda@ (32:8b). Il cuore di un popolo in ansia per un terribile pericolo che incombe su di loro, trova riposo perché sa di essere guidato da un politico del quale si può avere fiducia.

Il nemico, però, giunto sotto le mura della città con un imponente spiegamento di forze, vuole minare questa fiducia ed aprirsi un varco nella città con abili tecniche psicologiche. Così, a gran voce, fa udire agli abitanti di Gerusalemme queste parole: ACosì parla Sennacherib, re degli Assiri: In che cosa confidate per rimanere assediati in Gerusalemme? Non sta Ezechia ingannandovi per farvi morire di fame e di sete, dicendo: =L=Eterno, il nostro Dio ci libererà dalle mani del re di Assiria?... Ora perciò non lasciate che Ezechia vi inganni e vi seduca in questo modo: non prestategli fede! Poiché nessun dio di alcuna nazione o regno ha potuto liberare il suo popolo dalla mano dei miei padri, tanto meno il vostro Dio potrà liberarvi dalla mia mano@ (32:10,11,15). E non basta Sennacherib moltiplica gli insulti e le sfide contro l=Eterno e contro Ezechia per fare spaventare ed atterrire il popolo, che stava sulle mura A...e così impadronirsi della città@ (32:18).

Il popolo di Gerusalemme però è irremovibile. Alla fine troviamo scritto: A...ma il re Ezechia e il profeta Isaia... pregarono a questo proposito ed invocarono il cielo. Allora l=Eterno mandò un angelo, che sterminò tutti gli uomini forti e valorosi, i principi e i capi nell=accampamento del re di Assiria. Questi tornò al suo paese coperto di vergogna; entrò quindi nel tempio del suo dio, dove i suoi stessi figli lo uccisero di spada. Così l=Eterno salvò Ezechia e gli abitanti di Gerusalemme@ (32:20,21,22a).

Le cronache raccontano che prima di Ezechia, regnava la corruzione, l=anarchia, l=idolatria e la decadenza: la svolta però è sensibile quando sul trono di Giuda sale un uomo buono, retto, verace e fedele a Dio. Di un tale uomo si può avere fiducia, e si vede in pratica che la fiducia datagli non era stata invano. Non sempre si può dare fiducia ad una persona, ma a uno come Ezechia, benché anche lui fallibile come tutti, lo si poteva fare. Che cosa rende una persona, una persona di fiducia, e di quali parole ci si può fidare, secondo la Bibbia?

 

 

1. La persona di fiducia

a. Un grand=uomo. Ezechia, re di Giuda, era un grand=uomo. Essi potevano fidarsi di lui in tempo di guerra perché ne avevano fatto l=esperienza come di un buon sovrano timorato di Dio, che tutto faceva per servire il loro benessere di nazione. In questo bisogna però fare molta attenzione, perché chi confida in coloro che vantano di essere grandi, potranno ben presto rendersi conto di essere stati grandemente ingannati. Iddio dice:AIo condanno chi si allontana da me, perché ha fiducia nell=uomo e conta soltanto su mezzi umani@. Non è un grand=uomo colui che ci allontana dalla Persona più grande di tutte: il Signore Iddio, sovrano su tutte le cose, per concentrare tutta l=attenzione su sé stesso. Dice la Bibbia:AE= meglio rifugiarsi nel Signore che contare su gente influente@. Come per Sennacherib, la sua grandezza era maschera della sua pochezza, egocentrismo e sensualità. Ezechia però non era un Apiccolo grande uomo@, era veramente un re, un uomo umile e cosciente delle sue regali responsabilità e dignità che Dio gli aveva conferito. Egli sapeva che su di lui stava l=autorità più importante di Dio. Per questo: AIl popolo fu rassicurato dalle parole di Ezechia, re di Giuda@.

b. Un buon uomo. Una persona di fiducia è anche però una persona buona, cioè verace, limpida e schietta. Si è disposti ad accordare fiducia ad un uomo la cui vita è coerente con quello che insegna. Il suo potere è finito se in lui si vedono incoerenze, se un uomo però, in modo evidente, è condotto dal solo pensiero di essere e di fare ciò che è bene, è consumato dal desiderio di glorificare Dio, ecco che le sue parole acquistano forza. Si può essere un grande oratore e fare una grande impressione con parole pompose ed erudite, ma se dietro a tutto questo c=è una vita privata incoerente, se c=è miseria, ambizione, egocentrismo ed arroganza, ci si può fidare? Molti si lasciano affascinare da tutto questo, e ci cascano. Sennacherib aveva una grande eloquenza ed arroganza, eserciti lo seguivano, ma che succedeva in casa sua se i suoi stessi figli giungono poi ad ammazzarlo? Possiamo immaginare quale differenza c=era fra la sua apparenza pubblica e la sua vita privata! Preferisco di gran lunga parole semplici e magari stentate, ma parole confortate dalla veracità di chi le pronunzia.

Quando grandezza e bontà si trovano in un uomo come il re Ezechia, allora si può veramente confidare in lui.

c. Un uomo coraggioso. Ezechia era un uomo coraggioso. Era stato in preghiera alla presenza di Dio, sapeva che Dio poteva liberarlo, e così aveva detto addio alla paura; era calmo e quindi ardito. Non c=era in lui trepidazione quando parlava ai capitani dei suoi soldati. Il coraggio in uno comunica coraggio negli altri ed un solo codardo ha il potere di diffondere vigliaccheria intorno a sé. Quando uno fugge, trascina anche gli altri con sé, se però un uomo è fermo come una roccia, ben presto avrà dietro di sé altri che prenderanno coraggio dal suo esempio.

Ricordate l=apostolo Paolo in viaggio su una nave verso l=Italia? Infuriava una grande tempesta, e tutti i marinai terrorizzati, volevano solo buttarsi a mare sperando in questo modo di salvarsi, ma il Apiccolo@ Paolo è l=unico a mostrare un coraggio ed una calma senza pari, ed è lui stesso a dire: AEd ora vi esorto a non perdervi d=animo, perché non vi sarà perdita di vita di alcuno di voi... mi è apparso un angelo di Dio... e mi ha detto di non temere... perciò, o uomini, state di buon cuore, perché ho fede in Dio che avverrà esattamente come mi è stato detto@ (At. 27:22-25). In mezzo ad una violenta tempesta, egli riesce a calmare gli animi di tutti, con il suo esempio.

La Scrittura dice a tutti noi: AAbbiate il coraggio delle vostre convinzioni, in famiglia, nella società, fra i vostri colleghi! Siate abbastanza coraggiosi da fare ciò che è giusto, di dire ciò che è giusto, di lottare per l=Evangelo, chiunque ne sia l=avversario. Dovete resistere, conservare la postazione, la vittoria sarà solo questione di tempo. Il Signore verrà in vostro soccorso!@. Avere questo coraggio significa infondere coraggio, come Ezechia, ed alla fine prevalere!

d. Un uomo che fa le cose con cuore. Ezechia era entusiasta nell=adempiere ai suoi compiti. La Bibbia di lui ci dice: *In ogni lavoro che intraprese per il servizio della casa di Dio, per la legge e per i comandamenti, per cercare il suo Dio, egli lo fece con tutto il suo cuore+ (31:21). Ecco l=uomo che la gente seguirà più volentieri: uno che fa le cose con piena convinzione e con tutte le sue forze, non di malavoglia e con poca energia. E= come se la Bibbia ci dicesse: AMettete tutto il vostro cuore in ciò che fate, se no non iniziatelo nemmeno@. Vi sono alcuni che non vivono, ma si trascinano solamente, come se fossero sempre stanchi e scontenti. Spurgeon, il grande uomo di Dio del secolo scorso esortava: ASe vuoi condurre altri in modo giusto, conducili mostrando che tu ami veramente ciò che fai: sii intenso, metti un grande accento su ogni cosa, buttati con tutto te stesso. Lavora con tutto il tuo cuore, prega con tutto il tuo cuore, canta con tutto il tuo cuore. In tutto ciò che fai per Dio e per i tuoi fratelli in fede, sia manifesto il tuo cuore, e quindi è altamente probabile che ti possa capitare come Ezechia, che molti ti daranno fiducia@.

e. Un uomo che prospera. Se abbiamo questo spirito, Dio manifesterà il Suo compiacimento dando successo. Di Ezechia è scritto che: *per questo egli prosperò+ (2 Cr. 31:21). Prosperava perché faceva ogni cosa di tutto cuore. Dio pone il suo suggello a ciò che viene fatto con tutto il cuore. Il successo autentico è importante per un vero leader. Quando la gente vede che Dio ha messo in grado un uomo di andare di forza in forza, che le sue imprese non terminano nel disastro, che per la grazia di Dio egli conduce i suoi seguaci di vittoria in vittoria, allora di una tale persona possono veramente confidare.

f. Un uomo che ha rispetto per la Parola di Dio. Non possiamo certo tacere che Ezechia riscoteva fiducia perché aveva molto rispetto per la Parola di Dio. Non aveva nulla da dire se non quello che Dio prima gli aveva detto. Una tale persona diventa lo strumento per cui Dio parla alla nostra anima. Egli diceva: *Con lui vi è un braccio di carne, ma con noi vi è l=Eterno, il nostro Dio, per soccorrerci e per combattere le nostre battaglie@ (32:8a). Anche se questo fosse stato detto da un altro, era verità divina, e ci possiamo fidare. Commentando questo, Spurgeon disse: ANessuno di noi predicatori deve essere per forza originale. Se dobbiamo farci la nostra propria teologia e speculare su di essa giorno dopo giorno, la nostra gente sarebbe ben stupida davvero se dovesse basarsi sulle nostre fragili e fumose parole. Se il ministro di Cristo, però, fa risuonare la Parola di Dio come se fosse la stessa bocca di Dio, se dipende per imparare dallo Spirito di Dio, allora Dio parlerà attraverso di lui ed il popolo presterà attenzione. Se uno non si propone di essere originale, ma di ripetere i pensieri di Dio nella misura in cui li conosce, e di dire la verità rivelata per quanto la possa comprendere, un tale uomo spesso verrà a sapere che molti confidano in lui, non perché confidino nelle sue parole, ma perché le sue parole sono le stesse di Dio@. E= una grande responsabilità, però, essere canali della Parola di Dio, e quanta cura dobbiamo avere in questo!

2. Parole di cui ci possiamo fidare

Si dicono tante parole, ma di quali parole ci possiamo fidare? Non è detto che nemmeno un uomo di Dio possa sempre dire ciò che è giusto. Che cosa ci dice al riguardo il nostro testo? Le parole di cui ci possiamo fidare sono:

a. Parole che vi esortano alla fede in Dio. Siete voi esortati quest=oggi a deporre i vostri fardelli ai piedi di Gesù Cristo? Allora ubbidite senza riserva alcuna. Potete confidare in quelle parole che vi esortano a credere in Cristo, e potete, senza timore, credere in Colui che ha ogni grazia, sapienza e potere per salvarvi e per benedirvi. E voi che siete credenti, siete incoraggiati a rispondere a quella parola che dice: AGettate su di lui ogni vostra sollecitudine, perché egli ha cura di voi@ (1 Pi. 5:7)? Non sbaglierete mai ad ubbidire al 100% ad ogni ammonizione a credere nel vostro Dio e a credere nel Suo Cristo. Se la nostra predicazione tende a creare la fede e a promuoverla, allora va nella giusta direzione; qualunque altre cose però si possano dire, se la tendenza è minare alla base la vostra fede, e se le parole che udite aumentano questa tendenza, allora sono parole menzognere e dannose per la vostra anima.

b. Le parole che sono quelle di Dio stesso. Se l=ha detto Dio è certo. Se quegli uomini potevano confidare nelle parole di Ezechia, il re, com=è che alcuni di voi, che siete fra il popolo di Dio, non potete dare fiducia alle parole di Dio, il nostro Re? Dite magari di credere alle Sue promesse, ciononostante siete inquieti e preoccupati. Soffrite della febbre dell=incredulità. Allora imparate l=arte di accettare con fiducia la Parola di Dio: non vi tradirà mai, anche se molti non credono. Molti fra i suoi detrattori faranno come Ezechia, che non voleva credere alla parola di Dio, e che Atornò al suo paese coperto di vergogna@. Se un amico mi dà uno chèque di 1000 franchi, anche se non ho mai visto quel denaro, so di avere mille franchi in tasca! Lo stesso vale per tutte le promesse che Dio fa nella Scrittura: di che avete paura nel crederle sulla parola? Dice la BibbiaAChiunque crede in Lui non sarà svergognato@, anzi, AVoi non sarete svergognati o confusi mai più in eterno@. Non potrai mai sbagliare appoggiandoti con fiducia sulle parole di Dio stesso. Potete anche sempre credere al:

c. Le parole suggellate dal Signore Gesù stesso. Il segno del Suo sangue, del sacrificio della Sua vita su ogni parole che ha pronunciato, non hai bisogno di dubitarle più. Se Egli è morto per te, come potresti tu più perire? Se ti ha invitato a venire a Lui, come potrebbe più respingerti? Se confidi nell=opera che Egli ha compiuto perfettamente, come potresti ancora essere condannato? Credi, te ne prego, e trova la tua pace sulle parole di questo Libro meraviglioso, bagnate con il Suo sangue. Credi poi, ancora più fermamente alle:

d. Parole che sono state di benedizione per altri. Se altri sono stati salvati per una sola parola che Egli ha pronunciato, quella parola va bene anche per te. Se la parola della promessa è andata bene e si è provata vera per i nostri antenati, andrà bene anche per noi. Non è questione di interpretazione. Ciò che andava bene per Abramo, Giacobbe, Pietro, Paolo, va bene anche per me e non mi interessano i cavilli ed i sofismi della moderna critica biblica... Per questo l=invito è chiaro: confidiamo nella verità della Parola di Dio, troviamo in essa la nostra pace, perché innumerevoli altre persone possono testimoniare che è vera e che ...funziona. Ne vorremmo forse sapere di più di quelli che hanno confidato in essa per venti o trenta secoli passati? Infine, vi potete tranquillamente appoggiare a:

e. Parole che ispirano riposo all=anima. Io amo tutte le parole di Dio: ma ce ne sono alcune che emanano tutto un aroma di riposo. Come potrebbe una persona leggere invano le parole di Gesù che dicono: AIo vi lascio la pace, vi do la mia pace; io ve la do, non come la dà il mondo; il vostro cuore non sia turbato e non si spaventi@? Ho letto questo versetto tante volte, immensamente confortato e con le lacrime agli occhi. L=ottavo capitolo della lettera ai Romani è una grande luce per coloro che sono nelle tenebre. E che dire di meravigliosi Salmi che possono venire incontro ad ogni situazione in cui si possiamo trovare?

Giunge sempre il momento in cui abbiamo bisogno di riposo interiore. Ai giovani vorrei dire che, per quanto a lungo possiate vivere, se il Signore non tornerà prima, verrà il tempo in cui dovrete morire, e allora avrete bisogno di una sorta di Acuscino@. Le promesse di Cristo sono il miglior cuscino per chi muore, ed esse sole vi permetteranno di farlo serenamente. Se varranno in quel momento, valgono anche oggi per qualunque situazione noi possiamo vivere. Non si tratta di una consolazione a buon mercato. Per il re Ezechia le parole di Dio erano tali da spingerlo all=azione, determinata, coraggiosa, sicura. E il suo popolo, a causa di questo suo atteggiamento, ebbe fiducia di lui, una fiducia ben riposta.

Una sfida da raccogliere

All=inizio abbiamo accennato alla crisi di fiducia che oggi vige per le istituzioni che dovrebbero servirci. Oggi abbiamo visto un politico, Ezechia, ma di che stoffa! Egli Afece ciò che è buono, retto e vero davanti all=Eterno, il suo Dio. In ogni lavoro che intraprese per il servizio della casa di Dio, per la legge e per i comandamenti, per cercare il suo Dio, egli lo fece con tutto il suo cuore: per questo egli prosperò@ (2 Cr. 31:20,21). e riscosse la fiducia del suo popolo: era però un uomo in comunione autentica con Dio. Lo dobbiamo esigere dai nostri governanti e servitori dello stato e delle varie esecuzioni -una comunione vera con Dio, e non solo a parole.

Attenzione però: questo vale anche per ciascuno di noi: solo in questa prospettiva noi Aprospereremo@, a livello individuale e del contesto sociale in cui operiamo, piccolo o grande che sia. Raccoglieremo noi questa sfida?

 

(Tratto dalla predica di C. H. Spurgeon: AWords to rest on@, del 18.9.1890, in C.H.Spurgeon, Metropolitan Tabernacle Pulpit (Edimburgh: The Banner of Truth Trust, 1991 -prima edizione 1893), Vol. 38, 157ss, pred. 562 di Paolo Castellina, il 9 settembre 1993, Tutte le citazioni bibliche, salvo diversamente indicato, sono tratte dalla Versione Nuova Riveduta, ed. 1991, La Buona Novella, Brindisi)

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