1. Signore, in quanto numero Sono i nemici miei: Contro di me si levano Molti superbi e rei! All’alma mia essi dicono Senza pietà veruna: “Per lui salute alcuna, Presso il Signor non v’è”.
2. Ma Tu, Dio clementissimo, D’intorno a me sei scudo Tu sei mia gloria e l’unica Difesa contro il crudo Nemico che me abbattere Vorrebbe fino al suolo, Onde prostrato e solo, Potermi sterminar!
3. Al grido mio, prontissima Risposta, o Dio, n’hai dato: In pace coricatomi Mi son poi risvegliato; Giacché Tu in sonno placido M’hai fatto riposare Mi dài di contemplare L’alba di un nuovo dì.
4. Se di nemici acerrimi, Migliaia intorno avessi Sempre sereno e impavido Starommi in mezzo ad essi; Io griderò: “Deh! Levati. Deh! Tu mi salva, o Dio!” E tosto al grido mio Risponderà il Signor.
5. Dalla man formidabile Del Signor onnipotente Percosse lor mandibole saranno di repente: La salvazion dei miseri Appartiene al Signore, Il Suo divin favore A lor mai verrà men.
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