Com'è
dolce la preghiera
C. Gounod - Camillo Mapei
(Innario cristiano 2000, n. 287)
1. Com'è dolce la preghiera,
nelle prove della vita,
per chi crede, per chi spera
nell'aiuto del Signor.
E' la fonte cui c'invita
l'amorevol redentor.
2. Sta lo sguardo del Signore
sull'afflitto che l'implora;
pace a lui, virtù, vigore,
quello sguardo infonderà;
come brezza che ristora,
nuova vita a lui darà.
3. Con fiducia e con costanza
come un figlio a te confido
le mie pene ed ho speranza
nell'amore tuo divin;
ai tuoi piedi pongo il peso,
che ritarda il mio cammin.
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[Testo originale]
1. Com'è dolce la preghiera Fra le angosce della vita, Per chi crede, per chi spera Nell'aita del Signor; È la fonte cui c'invita L'amoroso Redentor. 2. Del Signor sta fiso il ciglio Sovra il mesto che lo implora: Pace a lui, vigor, consiglio Quello sguardo infonderà; Pari ad aura che ristora Fior riarso a lui sarà.
3. Tu, Signor, quand' io t'invoco II tuo volto a me riveli. Tu mi parli, e divien fioco Ogni accento di quaggiù; Io vagheggio allor sui Cieli Le dovizie di Gesù.
4. Colla tenera fidanza D'un figliuolo a te paleso Le mie pene, e la speranza Nell' affetto tuo divin; Al tuo piè depongo il peso Che ritarda il mio cammin. 5. Tu m' accogli e mi conforti D' un paterno tuo sorriso ; E mi porgi il pan de' forti Nella speme e nella fè; L' aspra via del Paradiso Si rinfiora allor per me.
6. Dov' è il fascio de' dolori Ch' al tuo piè l'alma depose ? Or son gioie, son tesori Dell'eterna tua pietà! Spine fur, cui cangia in rose Ineffabil carità.
7. Della fervida preghiera Le parole son possenti; Strida orrenda la bufera, Gonfio frema, e mugghia il mar, Frenar ponno il turbo e i venti E le nubi dileguar. |