I Salmi della Riforma
Prefazione I
Nell’estate del
1992, quando ho iniziato a preparare le parafrasi d’alcuni Salmi per
renderli cantabili con le melodie del tempo della Riforma, non avevo
ancora l’intenzione di occuparmi dell’intero salterio, ma realizzare
soltanto una piccola antologia di Salmi che potessero essere inseriti in
un eventuale nuovo innario. Mano a mano che il lavoro procedeva,
venivano alla luce davanti ai miei occhi i tesori di musica e preghiera
contenuti nel salterio biblico e nella versione musicata nel secolo
della Riforma. Decisi quindi di completare il lavoro, avendo sempre come
proposito una parafrasi fedele ai testi biblici, in lingua italiana
scorrevole e comprensibile, in versi, com’è tipico della tradizione
innologica protestante.
I Salmi della
Riforma si presentano con il contenuto dei salteri ugonotti
cinquecenteschi: tutti i Salmi della Bibbia più i Dieci comandamenti e
il Cantico di Simeone, tutti sulle melodie originali. L’armonizzazione è
dovuta all’attento e paziente lavoro del M° Daniele Cristiano lafrate,
che ha tenuto in gran conto l’armonizzazione originale di Goudimel (non
ripresentabile tout court per la caratteristica del canto ai tenori,
oggi improponibile al canto delle chiese) e alcune pregevoli
armonizzazioni contemporanee, tra le quali quella del recente Psautier
francais. Anche la recente riscoperta del Salterio ugonotto da parte di
molte chiese riformate all’estero (Olanda, Francia, Germania, Ungheria
ecc.) è segno dell’incredibile vitalità del Salterio che così fortemente
aveva impresso la preghiera biblica nella spiritualità dei riformati del
Cinquecento.
II Salterio
ugonotto comprende in sé due grandi tesori. Il primo, e più importante,
è il tesoro della parola di Dio. Il libro dei Salmi, che è un vero e
proprio «innario della Bibbia» è parola di Dio che vuoi essere
pronunciata e vissuta nella preghiera e soprattutto nel canto. Dio
affida questa sua parola alla liturgia d’Israele e, con esso, alla
chiesa cristiana. I Salmi sono dunque parola di Dio che diventa
preghiera e canto dei credenti, sia ebrei sia cristiani. I Salmi
inoltre accompagnano fedelmente la vita di Gesù Cristo: la sua nascita,
com’è descritta dall’evangelo di Luca, è coronata da Salmi; sulla croce
Gesù ha gridato: «Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?», le
prime parole del Salmo 22.
Il secondo tesoro è
quello musicale. Le melodie ugonotte, semplici e solenni, sono musica
che fa pregare senza distrarre con difficoltà eccessive o annoiare con
ripetizioni e figure banali.
Ora, questi tesori
sono disponibili anche in lingua italiana in una raccolta nuova dal
sapore antico, che affonda le sue radici nella fede d’Israele e nella
storia della Riforma. Se Dio vorrà, questo strumento di lode potrà
essere un tesoro di preghiera e di canto per tutti i credenti che gli
rendono onore e gloria.
“Non a noi, o
Signore, non a noi, ma al tuo nome da gloria, per la tua bontà e la tua
fedeltà” (Salmo 115:1)
Ghigo di Prali, 25
novembre 1999
Emanuele Fiume
Prefazione II
La pubblicazione
integrale in lingua italiana del Salterio ugonotto colma una lacuna
editoriale e pone le basi per una attenta riflessione sulla innologia
evangelica di grande tradizione, che al tempo stesso rimane attuale nei
contenuti.
Procedendo nella
realizzazione di questo corpus in italiano non si è potuto fare a meno
di notare in primo luogo la grandissima bellezza delle melodie, allo
stesso modo incisive e caratteristiche. In secondo luogo si è tenuto
conto dell’importanza delle armonizzazioni di Claude Goudimel (ca.
1514/20 - 1572), in questo caso prezioso si è rivelato Das neue
Testament (1740), ma anche d’altre armonizzazioni moderne, sempre in
stile, fra le quali ricordiamo quella attenta e scrupolosa del recente
Psautier francais (1995), che è da considerarsi un vero e proprio punto
di arrivo e di riferimento.
A partire da un
punto di vista tecnico-musicale è opportuno, in questa sede, fare
alcune osservazioni.
Essendo insita
nella semplicità delle melodie anche la facilità d’esecuzione da un
punto di vista ritmico, considerando che i valori usati melodicamente
sono (in trascrizione moderna) quelli di minima e semiminima, se ne
auspica l’uso soprattutto nel canto comunitario, specialmente dopo la
lettura del Salmo, che può essere di numero corrispondente.
Seguendo ancora
l’esempio del citato Psautier francais, si è ritenuto, anche per questo
lavoro, di usare la linea tratteggiata per ordinare le battute, che sono
disposte a raggruppamenti di due o tre tactus (indicati da 2t o 3t
all’inizio del Salmo). Bisogna tenere conto che, nel nostro caso, un
tactus corrisponde alla moderna semibreve, valore corrispondente a due
minime. All’interno di una battuta si avranno, in questo modo, quattro
minime (o valori equivalenti) quando l’indicazione è 2t e sei minime (o
valori equivalenti) quando l’indicazione è 3t. Da un punto di vista
esecutivo (esprimendoci sempre in linguaggio moderno) è importante che
l’andamento sia almeno di 60. Per rispettare la notazione d’origine non
sono state usate legature di valore anche nel caso in cui sono
risultate, nella trascrizione moderna, a cavallo di battuta. Per quanto
riguarda gli accordi che concludono le cadenze finali, si è preferito in
questa sede scriverli in forma completa; una soluzione alternativa è ben
descritta a pag. 342 dell’Innario cristiano del 1969, raccolta nella
quale compaiono anche una dozzina di Salmi di questa pubblicazione.
In ogni Salmo sono
indicati in ordine: l’autore della parafrasi o la raccolta di
provenienza, il creatore della melodia o il luogo di provenienza, il
curatore o supervisore dell’armonizzazione definitiva.
Roma, 26 novembre
1999, Daniele Cristiano lafrate
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