Innario cristiano 1969, Ginevra 1562, Iafrate 1998
1. Amo
l'Eterno, mio soccorritor,
poiché Egli ha udito l'alto mio lamento
e ai miei sospir l'orecchio porse attento;
tutti i miei giorni, loderò il Signor.
2. M'aveva
indotto quel mio vano errar,
in angosciosa, tragica distretta;
e della morte preso nella stretta,
così il Signor mi volsi a supplicar.
3. "L'anima
mia Tu libera o Signor,
m'asciuga il pianto, mi rafferma il piede,
camminedrò davanti a Te con fede:
T'esalterò tra i vivi con fervor.
4. Da morte
a vita, mi condusse allor
l'Eterno giusto, misericordioso,
poiché protegge gli unili pietoso,
sempre li guida, forte Redentor.
5. A Te,
Signor, che render mai potrò?
Dei Tuoi preziosi doni sovrabbondo.
Vo' salmeggiare e proclamare al mondo
che la Tua grazia, sola mi salvò.
Ritorno a SDR - Musica: midi - nwc
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