La Riforma a Soglio
Soglio era la sede dalla famiglia Salis e, come tale, rivestiva una particolare importanza per la Valle. Mentre il
comune di Sopraporta era passato alla Riforma, il villaggio di Soglio restava ancora fedele alla vecchia confessione. Alcuni membri della famiglia
Salis avevano abbracciato la nuova fede, in particolar modo Èrcole Salis (1503-1578) che si era fatto uno dei principali promotori della Riforma a
Chiavenna. Altri rappresentanti della famiglia restavano indecisi; essi erano in buoni rapporti con la Curia romana. Ancora nel 1568 Battista Salis
ricevette dal papa il titolo di “cavaliere dell’Ordine dello sprone d’oro” e lo stesso privilegio venne concesso tre anni dopo anche al suo
figlioletto Battista. La spinta verso la Riforma provenne invece dal popolo. Il 2 gennaio 1553 Pier Paolo Vergerio scriveva al riformatore zurighese
Heinrich Bullinger: “In Bregaglia c’è un paese di nome Soglio. Vi abitano molti potenti sostenitori del papa. Ma Dio e stato più potente di loro,
perché da otto giorni e stata abolita la messa. E l’iniziativa e venuta dalla povera gente, quella che agli occhi del mondo conta poco. Prodigioso e
il nostro Dio.” Che cosa era avvenuto? Con il suo comportamento, il prete di Soglio aveva suscitato il risentimento della popolazione, specialmente di
donne e madri.
Si era levato un grido che chiedeva un cambiamento radicale. La famiglia Salis acconsenti infine a lasciare la
decisione alla comunità. Incoraggiata dalle donne, la gioventù indisse una riunione. Il giorno di Natale 1552 essa decise di assumere un predicatore.
Come in tanti altri posti, anche a Soglio il passaggio alla Riforma scaturì da un moto del popolo. Anche qui le donne ebbero un ruolo determinante.
L’iniziativa della gioventù fu onorata da un mandato: fra i cinque giurati che Soglio mandava al tribunale penale, uno doveva essere reclutato fra i
giovani (iuventutis iudex).
Nei decenni seguenti anche la famiglia Salis passò alla Riforma. Grande sensazione suscitò la conversione di
Battista von Salis. Scosso dalla grave malattia di suo figlio e poi dalla propria, egli trovò sostegno nella fede riformata e rinunciò a tutti i
privilegi papali (1572). La sua tomba si trova nel coro della chiesa. Da allora la famiglia fu una delle maggiori promotrici della chiesa riformata.
In questo contesto sono soprattutto da nominare Battista junior e sua moglie Barbara von Meiss da Zurigo. Fin da giovane egli aveva rivestito
importanti cariche. Quando nel 1621 truppe spagnole e austriache invasero i paesi soggetti, egli assunse il comando della difesa.
Gli spagnoli riuscirono comunque ad occupare sia Chiavenna che la Bregaglia. Sembro allora che la Riforma potesse
essere repressa nella Valle. Il palazzo Salis a Soglio fu distrutto. Battista Salis e sua moglie fuggirono verso Avers, valicando il passo Bregalga, e
raggiunsero Zurigo. Ma la guerra si decise infine in loro favore. Battista e sua moglie tornarono a Soglio, dove vissero fino al 1538. Sono loro che
fecero costruire l’attuale palazzo “Casa Battista”.