Pier Paolo Vergerio (1498-1565): nunzio pontificio, vescovo, riformatore religioso
Pier Paolo Vergerio nacque a Capodistria nel 1498. Dopo gli studi giuridici a Padova entra nella magistratura
veneziana. Mortagli la moglie, Diana Contarmi, si pose al servizio della chiesa. Fu nunzio pontificio a Vienna e in Germania nel 1535, con l’incarico
di convincere i principi protestanti tedeschi a partecipare al concilio. Per i servizi resi venne ricompensato con la nomina a vescovo di Modrus in
Croazia e quindi di Capodistria, sedi vescovili povere di risorse economiche. Disilluso da tale trattamento, accettò l’ospitalità di vari principi
italiani e del re Francesco I di Francia, per incarico del quale partecipa al colloquio di religione di Worms-Ratisbona (1540-1541). In questo periodo
entra in contatto con influenti prelati come i cardinali Gasparo Contarini e Reginaid Pole, che nutrivano la tenace speranza di una graduale riforma
della chiesa.
Conobbe inoltre personalità di spicco del protestantesimo come Filipppo Melantone, Martin Bucero. Rientrato nella
diocesi di Capodistria, vi iniziò una vigorosa riforma dottrinale, morale e disciplinare che gli procurò l’accusa di eresia. Con abili manovre legali
riuscì a sfuggire al processo, ma braccato dall’inquisizione, abbandonò l’Italia nel maggio 1549.
Dopo brevi soggiorni a Chiavenna, Coira, Poschiavo e Basilea, nel gennaio 1550 Vergerio accettò l’invito della
comunità riformata di Vicosoprano di diventarne il pastore. Nei tre anni e pochi mesi trascorsi a Vicosoprano la sua eloquenza, la fama delle
prestigiose cariche rivestite e di cui si era volontariamente spogliato per abbracciare la fede evangelica attrassero una quantità di persone dai
villaggi vicini e facilitarono l’evangelizzazione della Valtellina e dell’Engadina. Egli mise inoltre la sua vasta cultura e i suoi doni di polemista
al servizio del popolo di montanari che lo ospitava. Scrisse non meno di quaranta trattati divulgativi ed opere di controversia, tra cui: Uno brieve
et semplice modo per informar li fanciulli nella religione christiana fatto per uso delle chiese di Vicosoprano ed altri luoghi di Valle Bregaglia”
(1551) e la ‘Historia di M. Francesco Spiera’ (1551), opera che gli procuro fama europea. Il suo stesso zelo di propaganda religiosa nella zona di
Bondo, Soglio, Casaccia e fino a Chiavenna lo portò a voler assumere una posizione di preminenza.
Agiva come un vescovo, stabilendo nuovi pastori nelle località evangelizzate, si ingeriva nella vita delle chiese di
lingua italiana nei terrori soggetti alle Tre Leghe, provocando l’irritazione non soltanto dei pastori locali ma anche dei dirigenti ecclesiastici, a
cominciare dall’influente Gallicius di Coira. Consapevole del suo crescente isolamento, Vergerio non si trattenne più a lungo in questo campo di
lavoro che fu certo fecondo, anche se non privo di dolorose esperienze.
Nella primavera del 1553, Vergerio accettò l’invito del duca Cristoforo del Wuerttemberg di trasferirsi a Tubinga
come consigliere. Intraprese vari viaggi in Germania, Austria e fino in Polonia per pacificare il protestantesimo polacco travagliato dai dissensi
suscitati dagli esuli italiani. Né meno intensa fu la sua attività di pubblicista. In collaborazione con l’esule sloveno Primus Trubar organizzò una
tipografia ed un istituto per la traduzione, la pubblicazione e la diffusione della Bibbia in sloveno e croato, oltre che di numerosi testi della
Riforma, tra cui il Piccolo catechismo di Luterò e il Beneficio di Cristo’, il gioiello teologico della Riforma italiana. Vergerio mori il 4 ottobre
1565, all’età di 67 anni.
(Emidio Campi, Zurigo)