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Quando
il Duca del Suffolk apprende che ormai i giochi sono fatti e che il regno
di sua figlia è giunto a termine, determinato a salvarsi, firma
la proclamazione di Maria come legittima Regina poi va da Jane e le proibisce
ogni ulteriore uso delle insegne regali, tirando giù platealmente
dal baldacchino del trono i simboli del potere. Le consiglia di ritirarsi
quietamente a vita privata, come se non fosse successo nulla. Le dice:
"Vieni via di là, bambina mia, quello non è più
il posto per voi". Jane, grata, si alza e scende, abbracciando il
padre e piangendo. Non resiste minimamente alla cosa, anzi, ne è
molto sollevata, come se dicesse: “Finalmente è finita!”.
La risposta
che Jane dà a suo padre è calma, ma anche preoccupata.
“Signore, si, sarà meglio che io accolga questo messaggio
piuttosto che insistere ad sostenere la mia imposta regalità.
Di fatto, per obbedienza a voi ed a mia madre, io ho gravemente peccato
ed ho fatto violenza a me stessa. Ora, volentieri ed in obbedienza ai
sentimenti della mia anima, io rinuncio alla Corona, e mi sforzerò
a fare ammenda delle colpe commesse da altri, per quanto sia possibile
di fatto riparare un simile grave errore, con una volontaria rinuncia
e un candido riconoscimento” (Taylor, 89).
Dopo un
po' Jane ribadisce: “Ben volentieri io rinuncio alla Corona. Possiamo
ora tornarcene a casa?”. Questa povera ragazza innocente pensava
veramente che la cosa avesse potuto finire così, semplicemente.
Non sarà così. Questo accade mercoledì 19 luglio.
Suo padre, poi, semplicemente se ne andrà, abbandonandola al suo
destino, senza più darle risposta.
Il Florio
così descrive l’atteggiamento di Jane, abbandonata:
“O animo costante e forte, o nobilissima giovinetta, che in ogni
maniera di virtù, mille e più mille delle più eccellenti
del tuo tempo avanzasti (…) Chi non si sarebbe lasciato vincere,
nei tuoi panni, da disperazione? Ma costei, con siffatta fortezza d’animo
sofferse il tutto (…). E qual è quel riprovato da Dio che,
senza bestemmiare il suo fattore e maledire il giorno della sua nascita,
una tale sciagura sofferta avesse? Ma ella pure non bestemmiò
né maledisse Iddio, né punto il pié ritrasse indietro,
non col pensiero, non con le parole, e on coi i fatti, dalla pura dottrina
del Figliol di Dio, per piacere alla Regina novellamente gridata (…).
A chi rimase indietro per consolarla, ella disse: Il Signore Iddio,
Padre celeste, senza che io pure vi pesassi, data m’aveva questa
dignità regale, ed Egli stesso me l’ha tolta. Sia benedetto
sempre il nome Suo. Né gli onori, e né le vergogne, ricca
e povera, libera e serva, in prigione e fuori di prigione, viva o morta,
io sono Tua” (60).
Il
giorno seguente, il Duca di Northumberland apprende a Cambridge che Maria
era stata proclamata Regina. Quella sera, alle cinque, anche lui riconosce
pubblicamente in città, a Market Cross, Maria, come legittima e
sola Regina, gettando in aria il suo cappello, come segno di gioia. Entro
un ora riceve una lettera che invita lui ed i suoi alla resa senza condizioni,
sciogliendo le sue truppe. Se non l'avesse fatto, sarebbe stato duramente
perseguito e considerato un traditore. Sebbene il Northumberland affrettatamente
si converta al Cattolicesimo, e parli del suo desiderio di vivere e di
baciare i piedi di Maria, il suo destino sarà segnato.
Il Duca
di Northumberland raggiunge Londra il 25 luglio e trova ad “accoglierlo”
una grande folla che, a malapena, le guardie di scorta riescono a frenare.
Di fatto, gettano contro il Duca pietre, uova marce, escrementi. Un testimone
racconta che arriva addosso al Duca persino un gatto morto. La folla fa
diversi tentativi di linciare il Duca al grido di “A morte! Morte
al traditore!”. Il Duca, la maggior parte della sua famiglia e diversi
che erano stati arrestati con lui, vengono imprigionati nella Torre di
Londra. Il 26 luglio vi giunge, fra gli altri, in catene, pure il Duca
del Suffolk. Jane e Guildford erano stati formalmente arrestati, con la
Duchessa di Northumberland, già il 23.
Il Suffolk sembra, però, che abbia riconquistato la sua libertà
il 31 luglio, con l'intesa che sarebbe sempre stato a disposizione delle
autorità, se necessario. Lui e la moglie Frances non scriveranno
nemmeno più, però, a Jane, e non tenteranno nulla per cercare
di salvare la sua vita.
Nei primi
giorni di agosto, Lady Jane compone una lettera indirizzata alla Regina
Maria, in cui cerca di spiegarle, in modo completo ed onesto, gli avvenimenti
che l'avevano condotta al trono1 come pure di quanto compie nei suoi nove
giorni di regno.
In un processo molto animato, il Duca di Northumberland è condannato
a morte sotto l'accusa di alto tradimento e l'esecuzione capitale avviene
il 23 agosto nella Torre di Londra. E' sepolto nella cappella di S. Pietro
ad vincula, sopra Anna Bolena, Katherine Howard e Somerset. Viene pubblicata
immediatamente dopo la sua esecuzione una breve opera dal titolo: “Ultime
parole di John Dudley, già Duca di Northumberland sul patibolo”.
I sentimenti
di Jane si rilevano da una sua lettera alla sorella Caterina, datata
20 luglio: “Questo inutile spettacolo di stato finalmente
è finito, mia cara Caterina, e tua sorella, regina venuta su
dal nulla, la cui fatale ambizione è stata imposta al popolo,
è ora deposta dopo dieci giorni di regno, ed obbligata ad aprire
le porte al suo legittimo successore. Maria è bene accolta da
tutti. Sia protestanti che papisti, tutti la riconoscono come legittima
Regina. Promette bene. Possa però l'Onnipotente compiacersi di
far rimanere inalterata la purezza della nostra santa fede, ed allora
io mi rallegrerò di questo cambiamento. Quanto a me, io ho rassegnato
la Corona con trascendente e grande gioia. Non vi sono parole che possano
esprimere quanto io ne sia contenta. Mi sarà di nuovo permesso
di gustare le gioie della vita domestica. Mi rallegreranno doppiamente
dopo avere fatto breve esperienza del fardello della grandezza e dei
pericoli dell'ambizione. Non immagino, però, che noi godremo
così presto della nostra libertà. Ci è permesso,
indubbiamente, di conversare, il che addolcisce grandemente il nostro
confino. Eppure io temo grandemente per i nostri amici. Lo spirito del
Northumberland è troppo noto per poter solo immaginare che egli
possa rimanersene al sicuro dal risentimento della Regina, ed abbiamo
ben ragione di temere tutti che non saremo risparmiati. Che noi si possa
rassegnarci al nostro fato, giacché tutto è permesso dalla
divina Provvidenza, per saggi propositi a noi sconosciuti (...). Addio,
non ti rattristare troppo, mia dolce sorella, ma sforzati di sollevare
la tua mente al di sopra degli umani avvenimenti e, con animo perseverante,
guarda alla scena della futura beatitudine preparata per i virtuosi
(...) Prega per la tua Lady Jane".
Una
lettera di Lady Anne a Lady Laurana de Medici (Taylor, 96), che in quel
momento era riparata in un convento di Firenze, descrive a chiare tinte
gli avvenimenti occorsi dopo l'accessione al trono di Maria. Scritta nelle
due ultime settimane di agosto, la lettera menziona l'esecuzione capitale
del Duca di Northumberland il 23 agosto, come pure la rassegna che Maria
fa dei prigionieri della Torre il 3 agosto. La nuova regina nominerà
subito dopo Edward Courtenay, di cui Laurana era innamorato e ricambiato,
Conte del Devon. Pare che questi avesse dovuto sposare la stessa Maria,
che però, ora, benché rimanesse suo amico, aveva ben più
alte ambizioni. Lady Anne, però, sconsiglia a Laurana di tornare
in Inghilterra, temendo per la sua sicurezza, in quando Maria non sa del
legame esistente fra lui e Laurana, continuando Maria, nonostante tutto,
ad essere attratto da lui.
In questa
lettera, menziona pure il desiderio iniziale di Maria di perdonare Jane,
Guildford ed il Duca del Suffolk, ma che poi, cambiando idea, che non
era loro più permesso di lasciare laTorre. Menziona pure quando
Maria sia stata impressionata dalla dignità con la quale Jane,
incontrando per la prima volta la trionfante Maria, deponga la corona
ai suoi piedi. Il che sembra per un momento disarmare la sua fiera ira.
Scrive: “Questo gesto la riempì di un sentimento di ammirazione,
mista ad invidia che fece sì che Jane fosse comunque lodata per
la sua virtù e trattata come una povera ragazza ingannata, oggetto
solo del suo disprezzo e al di sotto della sua ira”.
A proposito
del Suffolk, padre di Jane, la lettera cita come sia stato proprio lui
per primo ad accoglierla alla Torre e ad aprirle subito le porte, riconoscendola
come legittima sovrana, e come questo sia stato per lui mortificante,
ma necessario, ben sapendo lui della sconfitta del Northumberland.
Lady Anne,
in un'ulteriore lettera a Laurana, del destino della Riforma in Inghilterra,
scrive: “...non così per la Regina. Lei rifiuta di udire
un qualsiasi argomento in favore della Riforma, ha abolito le leggi
di Edoardo, e ristabilito la religione romana. Questo vi dovrebbe far
piacere a voi, come cattolica. Vi devo però dire che Maria ha
dato inizio ad una crudele persecuzione, e che molti vescovi, e persino
molte donne, hanno suggellato nel sangue la loro testimonianza alle
credenze della fede protestante! Non si rivolta forse la vostra gentile
natura alla sola idea di tali orribili fatti? Forse che i pregiudizi,
instillati in voi sin dall'infanzia, potrebbero distorcere totalmente
la sensibilità naturale del vostro carattere, tanto da non avere
sentimenti di detestazione di un qualsiasi spirito persecutorio e pietà
per questi nobili sofferenti? Ah, amica mia, voi stessa siete stata
sottoposta a dura prigionia a causa della vostra fede, e pure per mano
dei protestanti. Non trovate che la persecuzione faccia del male a qualunque
causa? Come essa non potrebbe essere contraria al genio della vera religione?
Potrebbe forse essa essere verità quella che costringe con la
forza a fare una professione di fede? Potrebbe mai la persecuzione convincere
il profondo di un cuore? Come possono immaginare che essa possa in alcun
modo compiere la volontà di Dio?” (Taylor, 109).
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